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Occhio al WiFi!

Lucia Sicheri

Con questa lettera desidero richiamare l’attenzione su un problema che ormai riguarda tutti. Recentemente ho scoperto di soffrire di ipersensibilità ai campi elettromagnetici (CEM), in particolare alle onde frequenze WiFi, che ormai imperversano in scuole, ospedali, uffici, mezzi pubblici, biblioteche. Oltre che in hotel, ristoranti e nelle nostre stesse abitazioni. Il mio disturbo si manifesta sotto forma di formicoli e bruciore al nervo trigemino, disturbi all’orecchio destro, bruciore alla gola, ecc.

Sono stato visitata da molti medici, alcuni dei quali nemmeno erano a conoscenza dell’esistenza di una simile patologia, mentre altri - più informati - sapevano dei sintomi provocati dall’esposizione alle onde frequenze WiFi.

La prima reazione è stata di disagio e smarrimento, insieme alla frustrazione per il non esserre sempre creduti. Poi ho cominciato a documentarmi e ho scoperto che anche altre persone soffrono di tali disturbi, ho trovato competenti pareri medici e documentazione scientifica, soluzioni per proteggersi e schermare gli ambienti di vita. Ho quindi sviluppato contatti e scambi di esperienze con altri che soffrono di tale disturbo sia in Italia che all’estero. Ho scoperto che i sintomi derivanti da tali rediazioni possono sfociare in cefalee, insonnia, debolezza, riduzione della memoria, dolori localizzati, disturbi all’equilibrio, uditivi, visivi, alterazione dell’umore, sbalzi di pressione, palpitazioni cardiache e, nei casi più gravi, dicono che col passare del tempo possano provocare tumori, leucemie, ecc...

Molti non sanno che le frequenze degli apparecchi WiFi sono le stesse che utilizzano i forni a microonde. Queste radiazioni interferiscono sulle molecole dell’acqua, surriscaldandole e, se pensiamo che il nostro corpo è formato per il 90% d’acqua, immaginiamo quali disturbi possa provocare una simile esposizione.

Non è mia intenzione fare una crociata contro l’innovazione tecnologica, ma ritengo ingiusto che Stato, Province e Comuni ci sottopongano a questa sorta di sperimentazione di massa, senza prima averci consultati (su questo non ci è mai stato chiesto il consenso informato!) e senza alcuna considerazione su potenziali rischi per la salute.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha riconosciuto i campi elettromagnetici a radiofrequenze (wireless) come agenti cancerogeni sugli esseri umani, sconsigliandone l’esposizione soprattutto a bambini e ragazzi, poichè il loro organismo assorbe maggiormente queste radiazioni.

Mentre in Italia si diffonde questa tecnologia della qual cosa ci si fa un vanto, in altri Stati essa viente smantellata da scuole, ospedali e altri luoghi pubblici, in ossequio al cosiddetto principio di precauzione, suggerito dal Consiglio d’Europa in seguito all’aumento di persone che accusano disturbi causati da queste fonti di radiazioni.

Le soluzioni cablate, ossia via cavo, seppur più costose nel breve periodo, rappresentano una valida ed innocua alternativa ai sistemi WiFi, poiché non implicano nessun rischio reale o potenziale per la salute della popolazione.

Consapevole che questa battaglia sarà difficile - gli interessi economici in gioco sono enormi - da parte mia farò tutto quello che è nelle me possibilità per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su questo problema.

Sono in contatto con altre persone che in Trentino soffrono di questi disturbi o sono sensibili alla tematica ed insieme abbiamo costituito il “Comitato Tecnologia Sana”, il cui obiettivo è quello di fare una giusta, pulita e corretta informazione e soprattutto di ricordare che queste nuove tecnologie non sono oggetti innocui, non lo sono soprattutto per la salute dei nostri bambini e ragazzi, che risultano esposti alla loro radiazione sin dalla nascita, se non prima, e in misura sempre più forte nel corso della loro vita.

Come primo appuntamento, il “Comitato Tecnologia Sana” ha organizzato per il 6 giugno, presso il Teatro della scuola Media di Cognola, un incontro pubblico, dal titolo “Il cellulare e il WiFi sono davvero dannosi per la nostra salute? Verità e bugie per una convivenza tutta da costruire” al quale sono intervenuti due esperti a livello nazionale degli effetti sanitari dei telefonini e dei sistemi WiFi: il Dott. Paolo Orio, vicepresidente dell’Associazione Italiana Elettrosensibili (che promuove lo studio della sindrome dell’elettrosensibilità in ambito sanitario, scientifico e istituzionale) la dott.sa Laura Masiero,presidente dell’Associazione per la Prevenzione e la Lotta contro l’Elettrosmog, che si occupa di tutelare la salute dei cittadini, dagli effetti biologici e sanitari prodotti dall’inquinamento elettromagnetico.

Concludo con un appello a tutti i cittadini: spegnete gli apparecchi Wifi, almeno quando non vengono usati, e soprattutto di notte!

Commenti (3)

prego, provare le affermazioni scettico

Nella lettera si mettono assieme affermazioni corrette con altre piuttosto dubbie. Di nessuna è fornita una fonte diretta.
Che io sappia, uno rassegna di studi del 2008 (perdonatemi la barbara semplificazione) ha trovato che persone che dicevano di essere elettrosensibili non erano capaci di distinguere se un antenna era accesa o spenta in un dato momento.
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0013935108000601
Mi piacerebbe capire quale sia stato il modo grazie al quale la sua ipersensibilità ai campi elettromagnetici è stata diagnosticata.

wi-fi killer franz mittagessen

ho dimenticato di aggiunger che ringrazio l'amica Lucia Sicheri che così altruisticamente ci mette in guardia da un pericolo tanto subdolo

wi.fi: associazione killer franz mittagessen

una quindicina di anni fa mi sono occupato delle radiazioni emesse dalle antenne dei ripetitori, delle centralizzate dei telefonini e delle radiazioni in senso lato che imperversano sul nostro corpo. fui chiamato a partecipare ad una protesta di massa per far smantellare una mega antenna che era stata posta a ridosso di una scuola. sono intervenute alcune autorità, sindacalisti, ecc, e timidamente proposi che venisse effettuato il rilievo delle radiazioni nelle varie zone e qualora si raggiungessero i limiti suggeriti da...(non ricordo più quale organo pubblico), non venissero date altre concessioni in quella zona. Il motivo era chiaro: difenderci dal bombardamento delle radioonde, qualunque esse fossero. Sono stato denigrato e tacitato come sostenitore di una proposta stupida ed inaccettabile. quell' "inaccettabile" è chiaro: lede di quanti hanno interesse a mettere e sostenere il dilagare delle radiazioni.
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