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Il caso Daniza /2

Ma cosa c’è dietro la vicenda dell’orsa Daniza? C’è l’intera credibilità di un Trentino che si professa ambientalista, ma poi vuole catturare un’orsa colpevole di aver difeso i piccoli, un Trentino ambientalist; che, fino a pochissimo tempo fa, voleva gestire i rifiuti con un inceneritore, salvo poi rivalutare opzioni che noi ambientalisti avevamo già proposto; un Trentino che professa la salvaguardia della biodiversità e del territorio, ma che poi vuole rovinare la zona di Serodoli con impianti di risalita assurdi.

È questo il Trentino ambientalista? O forse anche qui prevale la logica di cavalcare l’ambiente e la sua tutela solo se serve a fare guadagni?

In campagna elettorale sono tutti sostenitori della tutela ambientale, della salvaguardia della biodiversità, della difesa di una terra che è un gioiello naturalistico. Al momento, poi, di prendere in mano programmazioni reali, chi governa si scontra con interessi privati enormi, che mettono in campo richieste di investimenti stridenti con gli interessi collettivi. Penso,a Serodoli, dove lo sfruttamento intensivo che si vorrebbe perseguire potrebbe portare a una svalutazione ambientale della zona con riflessi negativi proprio sull’economia turistica. È solo un esempio di come la gestione dell’ambiente, in Trentino, sia spesso superficiale; sì, va bene l’orso, va bene l’aria pulita, va bene il paesaggio incontaminato... però si potrebbe costruire qui, si potrebbe sfruttare questo, e via così, sempre con un però a cui far fronte! Ecco perché la questione di mamma orsa non è banale; ecco perché Daniza sta diventando simbolo di un Trentino rispettoso della biodiversità e dell’ambiente. Ecco perché l’ordinanza di cattura andrebbe revocata. Ecco perché chi crede nel rispetto dell’ambiente si è attivato; non è demagogia, e nessun ambientalista privilegia l’animale rispetto all’uomo, come qualche politico ha detto. È il contrario: i veri ambientalisti desiderano l’integrazione naturale dell’uomo nell’ecosistema, il che prevede il rispetto del territorio dove vivono gli animali, nonché il rispetto dell’ambiente dove vivono gli uomini. E questo rispetto andrebbe coltivato con convinzione e non solo cavalcato in campagna elettorale.

Che dire della scarsa informazione sulla biodiversità in Trentino e sul Progetto Life Ursus? È un peccato che chi gestisce il governo trentino non abbia colto il senso di questa vicenda; e quel che è peggio è che si continua a ignorare quanto peseranno queste vicende (orsa, Serodoli e tante altre...) sulla credibilità del Trentino come luogo di tutela ambientale. Non c’è nulla di peggio che far passare l’immagine di un Trentino che non riesce a tutelare la biodiversità che lo contraddistingue. E in giro sta viaggiando proprio questa immagine. Vogliamo continuare a dire che è colpa dei veri ambientalisti? Ma questi non stanno governando!

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