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Il caso Daniza /3

Francesco Borzaga

Trovo indisponente il clamore montato dai nostri giornali sullo spiacevole “scambio di opinioni” tra l’orsa Daniza e uno sfortunato cercatore di funghi. Sul caso resta l’ombra di una imprudenza, essendo notorio il cattivo carattere delle orse accompagnate dai piccoli. Comunque l’esito, tutto sommato non troppo drammatico, dell’incontro ravvicinato mi conferma nell’opinione che l’orso non è quella belva assetata di sangue che troppi fingono di credere.

L’incidente di Daniza appare a un osservatore spassionato abbastanza trascurabile. Quanti frequentano la montagna sono esposti a cadute di sassi, frane, valanghe e simili. Inoltre, diversi animali rappresentano una una minaccia: così i nidi sotterranei di vespe, pericolo mortale per chi sia anafilattico, così la presenza delle vipere. Per fare un altro esempio, il 18 agosto l’attore Sergio Tardioli ha narrato, in termini non benevoli, di essere stato accerchiato, in quel di Vetriolo, da una muta di 12 cani, imprudentemente lasciati liberi. Io stesso ho avuto esperienze non piacevoli con grossi cani, inopinatamente usciti dal cortile che avrebbero dovuto difendere. Non ne faccio una tragedia, né mi sogno di chiedere l’eliminazione dei cani da guardia.

Numerosi sono gli incidenti e le tragedie di cui ogni giorno abbiamo notizia; si va dai base jumpers morti in val del Sarca durante una ricerca di adrenalina al turista francese precipitato sulla via delle Bocchette, fino alle quotidiane disgrazie patite/provocate da motociclisti scatenati.

Con tanta scelta, sull’episodio Daniza si è precipitata la parte peggiore del nostro mondo politico. Valga per tutti l’intervento di Giacomo Bezzi, che dovrebbe piuttosto preoccuparsi dei danni procurati al nostro pianeta dalla speculazione edilizia, e credo che sul tema egli possa avere qualche competenza diretta...

Se il recente episodio non mi sembra abbia di per sé molto rilievo, viceversa l’esperimento “Life Ursus” è importante e va sostenuto. Esso è infatti volto a dimostrare la possibilità (che a mio giudizio è anche una necessità) di una convivenza umana con le grandi forme di vita animale. Di queste l’orso è in realtà un modesto rappresentante. I grandi animali selvatici, presenti soprattutto in Asia e in Africa, sono tutti più o meno in pericolo di scomparsa; un problema, questo, non di poco conto, almeno per chi sappia guardare un palmo più in là del proprio naso.

Mi rendo conto che la presenza dell’orso nelle Alpi comporta disagi e inconvenienti; sarà anche probabilmente necessario arrivare a una qualche forma di gestione, da definire però a livello di territorio alpino e non strettamente locale. Ingigantire pericoli più o meno immaginari e attizzare allarmi non è accettabile. Per quanto riguarda Daniza e i suoi piccoli, sarei del parere di lasciarli andare per la loro strada.

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