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Musica Temprana

Il nuovo Mondo sconosciuto a Mozart

Viene quasi spontaneo chiedersi come sarebbe stata la musica di Mozart se il grande genio salisburghese fosse entrato in contatto anche con la coeva tradizione musicale del barocco sudamericano; ben note sono infatti le sue curiosità e abilità nell’assorbire e riutilizzare, mescolandoli, le influenze e gli stili musicali non solo europei con cui venne in contatto (l’esotico mozartiano della “Marcia” e del concerto per violino “turchi” e le influenze orientaleggianti del “Flauto Magico” sono solo gli esempi più lampanti). Ma tant’è, i viaggiatori europei che nel Settecento ritornavano dal Nuovo Mondo non hanno ritenuto interessante portare oltre oceano le testimonianze di una musica che certo ha assimilato la tradizione di quella dei “conquistatori”, ma ha saputo mantenere le proprie caratteristiche peculiari. Musica Temprana è un ensemble fondato nel 2001 da Adrián Rodríguez Van der Spoel che dedica particolare attenzione alla ricerca e all’esecuzione della musica barocca del Sudamerica, basandosi in particolare su un rigoroso studio filologico del Codice Trujillo, che contiene non solo manoscritti musicali, ma anche mappe, disegni e resoconti di vita coloniale di Baltasar Jaime Martìnez Compañòn, vescovo di Trujillo, stesi durante il viaggio nei territori peruviani tra il mare e le Ande che gli erano stati assegnati per l’evangelizzazione. La piccola orchestra è costituita da svariati strumenti (i musicisti sono cantanti e polistrumentisti), ricostruiti grazie alle immagini del codice: accanto a un violino, un violoncello e una chitarra barocchi vi sono il charango, una piccola chitarrina dalla forma simile a quella barocca, il flauto dolce tipico delle Ande, l’arpa paraguayana e una miriade di strumenti ritmici, dal cajon a un sonaglio fatto con le unghie di capra.

L’organico strumentale riflette la struttura musicale dei brani: su una base armonica di stampo europeo si dipanano malinconiche melodie che raccontano di viaggi lontani e frizzanti ritmi di ballo. È un repertorio senza programma, come chiaramente impone l’evidente matrice popolare, fatto di brani brevi, dalla struttura solitamente semplice, senza troppi contrasti dinamici e dalla maggiore evidenza ritmica, e quasi ci pareva di essere fuori posto, tutti seduti ad ascoltare una musica che sembra invece fatta per feste di piazza o nostalgiche serenate solitarie. Mozart avrebbe di certo apprezzato questo concerto.

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