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Ancora Andreatta!

Il peggior candidatotitolavamo quattro anni fa, quando l’allora vicesindaco Alessandro Andreatta veniva candidato dal Pd allo scranno più alto di Palazzo Thun. E adesso ci risiamo, il Pd lo ricandida.

Cosa è successo in questa legislatura? Andreatta ha evidenziato tutta la sua disarmante debolezza, anzi, inconsistenza. La partita più clamorosa è quella urbanistica: il sindaco si è dimostrato incapace di governare la città, tutte le partite più consistenti si sono giocate in altre sedi che non le aule comunali: gli uffici degli immobiliaristi, i salotti che contano, l’ufficio del presidente della Provincia. Andreatta ha poi sempre eseguito, e la città ha dovuto adeguarsi. Ricordiamo i casi più eclatanti, ben noti ai nostri lettori: il demente spostamento delle scuole superiori da via Barbacovi a Piedicastello, inutile anzi dannoso, per la città e per la scuola, contro cui lo stesso Andreatta in campagna elettorale si era scagliato; e poi supinamente lo ha accettato, perché Dellai doveva togliere dai guai l’amico Schelfi (Federazione Cooperative) che sull’area aveva impiantato una speculazione sbagliata. O ancora la biblioteca universitaria, spostata da piazzale Sanseverino, dove era prevista secondo la logica urbanistica, il Prg, le attese della città, al lato sud delle Albere, perché ancora la Giunta provinciale doveva venire incontro alla maxi-speculazione sbagliata di Isa e degli altri poteri forti e pasticcioni.

E questi sono solo due degli esempi.

Ma anche in altri campi Andreatta si è dimostrato evanescente. Basti pensare alla movida in centro, dove ha inanellato promesse a destra e manca ma senza mai prendere provvedimenti minimali eppur sensati, e facendo marcire un problema che invece - i giovani in città - dovrebbe essere una ricchezza.

Al Pd tutto questo lo si sa. Ma non avendo in casa - leggi, tra la nomenklatura locale - un candidato forte, si è avuto paura ad aprire una consultazione attraverso le primarie: “chissà in quanti si candidano” “cosa mai farebbero Patt e Ppt?” “e se venissero fuori nomi strani?”. Della serie, teniamo porte e finestre chiuse, barrichiamoci nella mediocrità, anzi, nella comprovata inettitudine.