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Sparkasse licenziata

Alla Cassa di Risparmio di Bolzano sono stati silurati il direttore generale Peter Schedl con il vice Andrea Brillo, e preannunciati ben 150 esuberi, solo molto parzialmente bilanciati da 50 previste nuove assunzioni. (Ci si permetta un inciso su questa prassi: i 150 se ne andranno grazie ai prepensionamenti, cioè andranno prematuramente a carico dell’Inps ossia di noi tutti. Il che può forse essere comprensibile per i 100 posti perduti. Assolutamente non lo è per i 50 che vengono sostituiti con personale più giovane: che un’impresa privata si faccia pagare dalla fiscalità generale le proprie politiche del personale, è semplicemente inaccettabile).

Torniamo al cuore del problema Sparkasse. Di cui, con il disastroso bilancio del 2013 (-37,8 milioni) e quello ancor peggiore del primo semestre 2014 (-58,5) sono venuti al pettine i nodi di una gestione spericolata, con avventure immobiliari in tutta Italia (e anche a Trento) di cui la nostrana fallita speculazione alle Albere è solo un esempio (vedi “La Cassa del Risparmio tradito” su QT di maggio). Anche qui siamo al redde rationem imposto dalla crisi: i tempi sono molto più difficili per gli avventurieri. E per le istituzioni, come la teoricamente solidissima Cassa di Bolzano, che non ha saputo seguire comportamenti di corretta etica economica.