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Olivi e il futuro di Folgaria

Francesco Borzaga

Una qualità che sembra mancare a molti esponenti della nostra classe politica è la capacità e l’umiltà di fare autocritica.

Si è tenuto in questi giorni a Folgaria una riunione sul futuro economico della località e più in generale sul turismo dell’altopiano. Ad essa ha partecipato il vicepresidente della Giunta provinciale ed ex sindaco di Folgaria Alessandro Olivi, che ha pronunciato parole di incoraggiamento, pur unite a qualche allarme.

Il particolare momento di incertezza che caratterizza il sistema economico dell’altopiano rischia di compromettere le prospettive di sviluppo della comunità, messa alla prova anche rispetto alla sua capacità di tenuta e coesione. Quale rimedio alla crisi, la promessa di un contributo provinciale agli impianti di risalita di ben 12 milioni.

Non mi è chiaro quali siano, nella mente di Olivi, le prospettive di sviluppo della comunità folgaretana. Più chiara mi è invece la sua attuale situazione economica. Il monte debiti del gruppo Carosello Ski spa ammonterebbe a 38 milioni, e nel frattempo l’edilizia, strettamente legata al turismo invernale e alla sua rete di speculatori, ha travolto la Cassa Rurale. Quale sperimentato rimedio alle attuali difficoltà, Carosello Ski propone un nuovo impianto di collegamento del costo di circa 20 milioni.

Considero Alessandro Olivi il principale responsabile di una situazione ormai palesemente fallimentare. Egli chiede più responsabilità agli imprenditori e auspica una più ampia partecipazione alle scelte da parte dei cittadini. Giustamente Gianni Mittempergher, leader del gruppo ambientalista Folgaria 235, ribatte ricordando il pluriennale impegno per la salvaguardia del paesaggio degli altipiani e per evitare l’irresponsabile distruzione di splendidi ambienti naturali. Per quanto mi riguarda, conservo montagne di documenti su serate di dibattito, prese di posizione della Sat e delle associazioni ambientaliste. Ma Alessandro Olivi tira dritto e dichiara: “Non perdite, ma investimenti”. L’illustre politico dimentica che sta amministrando soldi pubblici.

La Giunta provinciale sembra incapace di prendere atto del fallimento della strada intrapresa. Attraverso Trentino Sviluppo, strana entità che ben potrebbe definirsi un doppione della Provincia, ha di recente acquisito “in servizio pubblico” due linee funiviarie: Folgaria-Francolini e Francolini-Sommo Alto, già di Carosello Ski Folgaria. Inoltre, a sollievo del malessere economico di detta società, Trentino Sviluppo ha acquistato con 3,3 milioni la sua infrastruttura per l’innevamento artificiale. Sarei curioso di sapere quali contributi provinciali abbia incassato a suo tempo Carosello Ski per realizzare le due funivie e l’impianto. Trovo poi interessante che contemporaneamente un altro doppione provinciale (o forse lo stesso, le mie idee in proposito non sono del tutto chiare), e cioè Patrimonio del Trentino spa, promuova una mega speculazione di 83.000 mc di cemento alle Viote del Bondone, con conseguente distruzione di uno dei più delicati angoli naturali del Trentino.

Si è detto: “Non sappia la tua mano destra ciò che fa la sinistra”; sarà anche giusto, ma mi sembra che qui si esageri!

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