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Dal galà all’intimità

Stanno quasi per volgere al termine i due mesi di celebrazioni per la tanto attesa riapertura del Teatro Zandonai di Rovereto e dai grandi eventi dei primi giorni di programmazione si è progressivamente passati a spettacoli più intimi, che poco a poco hanno permesso ai cittadini interessati di riappropriarsi del proprio teatro. Per quel che riguarda le proposte di danza, dopo il vivace opening mob dell’inaugurazione, che ha coinvolto pressoché tutte le scuole locali, si è passati a un vero e proprio galà con interpreti di livello internazionale, seguito poi da un’iniziativa apparentemente più amatoriale, che dietro al titolo collettivo di Made in Rovereto nascondeva la sapiente regia dei due più importanti coreografi “residenti” in città: Michele Abbondanza e Antonella Bertoni.

Come da aspettative, il Gala Silvia Azzoni si è svolto con grande richiamo di pubblico e grandi applausi, ma con esiti un po’ troppo scontati e ripetitivi, nonostante l’indubbio virtuosismo tecnico degli interpreti. Più convincente il primo tempo, dove, con accompagnamento musicale dal vivo, tutti i danzatori della compagnia si sono esibiti in una lirica interpretazione dei Notturni di Chopin. La scenografia essenziale e dai colori tenui (arricchita da pile di libri e tazze di the) ha contribuito a ricreare l’atmosfera raccolta di un interno domestico, nel quale si sono alternate sei composizioni estremamente poetiche e musicali - anche se un po’ monotone - che hanno poi ceduto il passo all’estrema varietà del secondo tempo, durante il quale sono stati mescolati pezzi di repertorio classico e moderno.

Decisamente più riuscito il metissage di stili e interpretazioni proposto dalla Compagnia Abbondanza/Bertoni in occasione di Made in Rovereto: performance nata dalla volontà di festeggiare il ritorno del teatro alla città attraverso un’esibizione non-stop di quasi 12 ore, dove si sono alternati sul palco amici di lunga data e allievi “in fasce” della compagnia, ognuno dei quali ha portato in scena la propria individualità. Interessante soprattutto la possibilità per gli spettatori di prendere parte liberamente all’evento, curiosando senza obblighi di orario né di biglietto all’interno del teatro, e avvicinarsi senza pregiudizi a una forma d’arte altrimenti vissuta come settoriale e difficilmente fruibile dal pubblico medio. Grande attenzione anche al mondo dei bambini, al tempo stesso protagonisti della scena (come nell’improvvisazione d’apertura della giornata) o attenti spettatori dello spettacolo-manifesto della Compagnia, Romanzo d’infanzia, proposto il giorno seguente a conclusione dell’iniziativa. Questa, così come altre organizzate dall’amministrazione comunale (in particolare le visite teatralizzate e la notte bianca a teatro per bambini), ha avuto il merito di restituire lo Zandonai alla città, permettendo agli interessati - ma anche ai semplici curiosi - di aggirarsi tra palchetti, quinte e camerini e favorendo un contatto più intimo col teatro.

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