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Doni preziosi. Immagini ed oggetti dalle collezioni museali

Regali per tutti

Il Castello del Buonconsiglio ha da poco inaugurato una mostra decisamente natalizia, dedicata al dono (fino al 22 marzo). La nuova direttrice, Laura Dal Prà, ha dato vita ad un percorso espositivo che, al di là del tema trattato, segna in qualche modo un nuovo indirizzo per l’istituzione trentina, maggiormente focalizzata sulla valorizzazione delle proprie pregevoli collezioni: un patrimonio che - come evidenziato tempo fa anche sulle pagine di QT - è davvero vasto ed ancor oggi in gran parte sconosciuto al pubblico.

Allestita negli appartamenti clesiani del Magno Palazzo, la mostra presenta una serie di oggetti che alternano opere d’arte a prodotti di raffinato artigianato, in una cronologia che. partendo dal Trecento. porta fino al secolo scorso. Il percorso è strutturato in dieci sezioni che prendono in esame il tema analizzandolo da diversi punti di vista; i doni, infatti, pur accumunati dal medesimo gesto dell’offrire, possono rivestire un ampio ventaglio di significati, talvolta anche opposti all’idea di disinteresse con cui solitamente si accompagnano.

La prima sezione è incentrata sul concetto del dono come dare, ricevere e ricambiare. Si tratta della sezione forse più eterogenea, capace di abbracciare temi quali l’ospitalità e il sacrificio, ma anche iconografie classiche come quella delle Tre Grazie, ben esemplificate dal gruppo scultoreo che apre la mostra, mirabile esempio di souvenir del Grand Tour, scolpito in alabastro da Giovanni Insom nella prima metà dell’Ottocento. Tra i doni d’amore, oltre a pregevoli lavori d’oreficeria e a numerose medaglie fuse in occasione di matrimoni illustri, troviamo una serie di placchette in avorio che in origine adornavano due cofanetti lignei, ed un prezioso calice muranese in vetro lattimo, risalente all’inizio del Cinquecento, ornato da una coppia di busti - uno maschile e uno femminile - di profilo; sia i cofanetti che i calici erano tipici doni di fidanzamento, realizzati in vista di un matrimonio illustre, come segno tangibile della promessa nuziale. Particolarissimo dono nuziale è anche il genere letterario dei nuptialia, scritti di varia natura destinati alla cerchia di amici e parenti degli sposi. Altri oggetti-simbolo legati al matrimonio e all’idea di famiglia sono i cucchiai da battesimo, i cofani da viaggio e i cassoni nuziali, solitamente ornati dagli stemmi degli sposi, contenenti la dote e il corredo preparato dalla fidanzata in vista della futura vita familiare.

La sezione dedicata alla galanteria ospita un nutrito gruppo di manufatti d’arte applicata, che ben esemplificano la ricchezza e la varietà delle raccolte museali del Buonconsiglio. Accanto ad alcuni pregevoli tessuti settecenteschi, laici ed ecclesiastici, troviamo tabacchiere, ceramiche con scenette galanti, tazzine e ventagli; una ricchezza che si rinnova anche nel nucleo d’oggetti legati ai doni d’occasione, come la pomposa Ehrenpokal (coppa d’onore) donata nell’Ottocento dalla Società Artistica Boema di Praga ad un membro della famiglia Thun.

Accanto ai numerosi oggetti-dono, la mostra offre anche un approfondimento iconografico sul tema, da immagini tipicamente natalizie, come i Re Magi o i pastori che portano i doni a Gesù Bambino (raffigurati in dipinti, codici miniati e stampe), fino a quelle legate al Maligno, al centro della sezione dedicata ai “doni nefasti”, come la Salomè con la testa del Battista, oppure Adamo còlto nell’atto di donare la mela ad Eva.

Chiude il percorso una sezione relativa ai doni sacri, includente sia ulteriori iconografie legate al dono - soprattutto santi, come S. Martino di Tours o S. Nicola da Bari -, sia dipinti sacri che includono nel soggetto, in una sorta di sponsorizzazione ante litteram, la figura del donatore, come la tela di Girolamo Romanino destinata al Duomo di Trento.

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