Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Una vittoria ai punti

Impressioni dal primo dibattito sulla musica di strada mai visto a Trento. A proporlo, i musicisti di “I know a place”.

Poche note di ritorno dall’evento “Trento Ascolta”, organizzato dai musicisti di I Know A Place (IKAP) il 22 aprile a ridosso delle elezioni. Si proponeva un dibattito moderato tra i candidati a sindaco e i membri di questo “collettivo informale” cui aderiscono vari professionisti della musica pop e rock locale, fra i quali alcuni nomi noti come Anansi, Milo Brugnara e i Bastard Sons of Dioniso. La novità era rappresentata dal formato: un concerto-dibattito sul piazzale di fronte al Centro Santa Chiara (concerto rigorosamente autorizzato, of course!)

Non intendiamo fare una cronaca di quanto hanno detto i candidati, fra cui spiccava la prevedibile assenza di Alessandro Andreatta, il candidato già vincente, rappresentato dal suo assessore alla cultura. Di fatto hanno pronunciato due ore di vacuo nulla. Tutti d’accordo con la necessità di un dialogo, di aprire tavoli di confronto, di ragionare. Qualche voce fuori dal coro si è persa in argomentazioni vaghe.

IKAP ha presentato, concretamente, una interessante lista di modifiche da apportare ai regolamenti comunali: come si vede - le riportiamo a lato - sono tese ad allentare se non a rimuovere le dementi limitazioni alla musica nel centro storico, pur tenendo conto delle esigenze dei residenti. E l’insieme dell’incontro ha rigettato la contrapposizione studenti/residenti (semmai è in atto quella ubriaconi/residenti) e ancor più quella, assolutamente strampalata, movida/sicurezza, secondo cui il cittadino che sente un violinista o un complessino per strada sarebbe insicuro. I candidati hanno assicurato di ritenere ragionevoli le proposte e di condividerne lo spirito: teniamolo a mente (e in ogni caso gli organizzatori ne hanno registrato e filmato le dichiarazioni).

Ma forse non è stato questo il risultato vero dell’incontro, in cui l’assenza del sindaco uscente ed entrante aveva depotenziato l’utilità del confronto. Sono gli stessi promotori di IKAP a dirci che per loro la vittoria è stata l’aver portato al dibattito non solo i candidati, ma i 2-300 ragazzi che hanno sopportato il botta e risposta in piedi per due ore.

Ci si potrebbe chiedere perché solo in 300, quando sono migliaia quelli che frequentano i pochi concerti che sfuggono alle maglie della censura. Ma si pretenderebbe troppo. “La mia generazione è travolta dall’antipolitica” commenta Anansi. E comunque con questo primo incontro sono state poste forse le basi per un movimento, che non si limiti a lamentarsi, delegando poi ai burocrati comunali la vitalità della città.

“I know a place” propone...

Modifiche della delibera di Giunta del 25-3- 2015 e della normativa sulla musica dal vivo nei locali

- Prolungamento delle esibizioni dal vivo nei locali del centro storico fino a mezzanotte da domenica a giovedì e fino alle 0.30 venerdì e sabato; fino alle 23.30 per l’intera settimana fuori dai locali del centro storico; possibilità di una deroga al mese fino all’una per ogni locale che organizzi un appuntamento musicale al venerdì o sabato.

- Estendere al periodo 15 marzo-15 novembre la possibilità di appuntamenti musicali all’esterno dei locali del centro.

- Possibilità di organizzare 2 eventi la settimana per locale anziché 8 al mese (molti mesi si concludono a metà settimana e l’attuale norma non garantisce una programmazione continua).

- Possibilità di effettuare lo stesso numero di esibizioni dal vivo all’esterno dei locali nel periodo consentito.

- Più chiarezza sulle limitazioni di decibel e maggiore applicabilità pratica. La Polizia Urbana dev’essere dotata di uno strumento di misurazione e quindi interrompa un evento solo se sta superando i limiti. Va inoltre specificata la distanza da cui effettuare la misurazione.

Revisione del Regolamento di Polizia Urbana in tema di musicisti di strada

- Liberalizzare l’arte di strada senza amplificazione nelle aree non previste dal Comune, svincolandola dalle restrizioni.

- Ampliare le “zone musicisti di strada” individuate dal Comune e contrassegnate da segnaletica nel centro storico, per favorire le piccole manifestazioni e vitalizzare il centro. Aree proposte: i parchi cittadini, piazza Duomo all’imbocco di via Garibaldi ai piedi della Torre Civica, piazza Italia vicino alla statua, S. Maria Maggiore, via Belenzani all’altezza di palazzo Thun, piazza Dante (spostando al centro del parco la postazione attuale); piazza Pasi, piazza Lodron, piazza Fiera dal lato di via Mazzini, via Manci, via Oss Mazzurana, via S. Pietro, piazza D’Arogno, via Verdi.

- Individuare tali zone anche nelle frazioni.

- Adottare un modello simile a quello di Milano, con un’informatizzazione che consenta agli artisti di prenotare gli spazi e ai cittadini di conoscere il programma di attività.

Grandi eventi

- Il Comune dovrebbe lasciare che l’organizzazione di eventi parta anche dal basso e facilitarne la realizzazione dando celeri risposte alle richieste.

Vivibilità e sicurezza

- Rifiutiamo l’equazione movida=problemi di sicurezza. Questa si costruisce proprio favorendo l’aggregazione.

- In caso di conflittualità con i residenti, prima di prendere provvedimenti il Comune intervenga come mediatore, fissando incontri informali di confronto.

- Poiché ogni circoscrizione, ogni via ha esigenze diverse chiediamo meno pressione normativa sulla musica e sul “rumore” e più autonomia delle singole zone a seconda delle loro specifiche problematicità.