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La “Zebra” di Bolzano

Storia di un “giornale di strada” nato un anno fa.

Da circa un anno può succedere di essere fermati per strada, soprattutto nel centro storico, da persone dall’aspetto dimesso, che non chiedono elemosina come molti altri, ma offrono un giornale. Si chiama “Zebra” e costa due euro: il venditore spiega gentilmente che uno è per la produzione e l’altro è per lui. “Zebra” perché è una parola che va bene sia in italiano che in tedesco, le due lingue in cui sono scritti, senza traduzioni, gli articoli, e anche perché le zebre uniscono due lati della strada. E si potrebbe aggiungere perché le zebre sono animali molto pacifici, simpatici e anche sobri, almeno così appaiono quando le si vede brucare le acacie africane che sembrano non avere che spine.

Chi scrive l’ha comprato fin dal primo numero ed è rimasta subito sorpresa, perché il giornale non è una forma travestita di accattonaggio, ma è effettivamente molto interessante, ed è curioso anche il rapporto che si stabilisce fra chi compra e le persone che li vendono, tutte in difficoltà economica o sociale, in tutti i maggiori centri della provincia e anche in diversi paesi.

Il 31 gennaio all’OEW, Organizzazione per un mondo solidale, con sede a Bressanone, c’è stata una festa, condita da appassionate discussioni. Le redattrici e i redattori, che lavorano quasi esclusivamente su base volontaria, e una ventina di venditori e venditrici hanno partecipato. E c’era di che festeggiare. Nel corso del primo anno, il giornale si è diffuso e sta svolgendo egregiamente il suo compito. Fra venditori/venditrici e possibili clienti nasce un rapporto. Il giornale è bimensile (quindi siamo già all’ottavo numero), e quando lo si è comprato - uso il femminile, perché a quanto pare lo comprano quasi solo donne - viene spontaneo spiegare a chi i giorni seguenti lo offre di nuovo, che l’abbiamo già preso. Al che i venditori ringraziano gentilmente. E così ci si parla e non si tira via infastiditi.

L’obiettivo dell’OEW, organizzazione nota per avere accompagnato centinaia di giovani in esperienze di cooperazione nel Sud del mondo, è di creare relazioni nuove, come contributo alla crescita di una società e “di un mondo in cui tutti possano vivere bene”, come si legge nel primo editoriale. Inoltre i venditori non chiedono, ma offrono qualcosa all’attenzione dei passanti.

Zebra” non è la prima esperienza in questo campo. A Bologna esiste da tempo “Piazza Grande”, a Berlino “Motz”, a Innsbruck “20er”, a Graz ce ne sono due, e ne esiste uno anche nelle Filippine.

Zebra” è un nuovo mezzo per portare avanti il progetto di OEW, che insieme a diverse altre organizzazioni pratica la convivenza, tematizza contesti globali e punta ad un nuovo pensiero sostenibile nella nostra società. E, come viene scritto esplicitamente, vuole divertire. In effetti il giornale offre molte notizie che è difficile trovare sui giornali “normali”, che smpre più appaiono appendici della politica e si dilungano sulle chiacchiere ignorando questioni fondamentali per la vita delle persone. Così nel numero che ancora per il prossimo mese sarà nella “edicola sulle zebre” davanti alla posta, alle chiese, in via Museo e in piazza Erbe, e altri luoghi, si parla di carote, conversioni a un’altra religione smitizzando il “tradimento” della fede, si narra la storia del cacao e della sua coltivazione e del commercio iniquo, della rinuncia di tre grandi compagnie petrolifere ai trivellamenti in Groenlandia e alle Canarie.

Sapevate che in Perù è stato prolungato il divieto di introdurre sementi geneticamente modificate, per difendere la biodiversità del paese? E che il numero di tigri indiane è cresciuto? Chi legge “Zebra” lo sa.

In una pagina si pubblicano foto che rispondono all’hashtag #AuchichbinSüdtirol o #AncheiosonoAltoAdige. Un giovane magazziniere sorridente tiene in mano un cartello in cui si legge: “Mi dicono che noi facciamo tanti figli, ma io ne ho solo uno”. In una colonna viene riportata la conversazione su Whatsapp fra due indiani, uno di Bressanone e uno del Canada, che si raccontano della festa di Holi (una specie di Carnevale).

Una giovane redattrice riferisce della giornata passata al Brennero fra i migranti respinti dalla polizia austriaca, che cantano per farsi coraggio, e le spiegano i testi delle loro canzoni. Sono eritrei, somali, libici. Toccano la neve, e si ritraggono rapidamente. “Welcome to Europe” - dice uno ironicamente.

Due pagine, indispensabili per gli appassionati di orto - fortunati se ce l’hanno! - elencano le piante diverse che si completano a vicenda in modo ottimale: ravanelli, cipolle, piselli e fragole, zucche e pomodori e tanto altro sono buoni vicini o cattivi vicini. Un lungo servizio di copertina informa sulle carote brutte ma buone coltivate senza chimica. In un riquadro si richiama l’attenzione sul progetto trilingue “Mahlzeit-Coltiviamo la vita - Deboriada”, con cui si diffondono informazioni e si fa riflettere soprattutto nelle scuole sul tema della sicurezza e sovranità alimentare. Si fa riferimento all’”Expo dei Popoli” e al suo Manifesto, sottoscritto da numerose organizzazioni, che ha come obiettivo quello di “Nutrire il pianeta” (slogan dell’Expo ufficiale, che però ignora i contadini del mondo che il cibo lo producono), attraverso la Sovranità Alimentare e la Giustizia Ambientale. Il Manifesto, si legge nell’articolo, “contiene una visione condivisa dei problemi e chiare indicazioni circa le soluzioni da mettere in campo per vedere finalmente riconosciuti e garantiti il diritto ad un’alimentazione adeguata e un uso equo e sostenibile delle risorse naturali”.

Due ragazzine e un ragazzo riferiscono della loro “drammatica” esperienza di stare tre giorni senza usare telefonino, computer, televisione, Internet e telefono di casa. Molto divertente (non per loro).

La storia del cacao è accompagnata da un riquadro che spiega perché il suo commercio è basato sull’ingiustizia e lo sfruttamento: 200.000 bambini schiavi lavorano nelle piantagioni, soprattutto in Ghana e nella Costa d’Avorio.

Giochi, collezioni di moda artigianale di Altromercato, fatta nel rispetto delle persone e dell’ambiente; un cruciverba plurilingue (!), notizie su libri e DVD e molto altro ancora. Entusiasmante.

Una bella iniziativa a cui c’è da augurare ulteriore successo. Una voce di strada che parla a tutti e che invita con molta simpatia e intelligenza a guardare lontano e a imparare a vivere meglio insieme ai nostri vicini, chiunque essi siano.

Se avete voglia di saperne di più: www.oew.org/index.php/it/zebra-it

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