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Qualche inedito sull’orso

Liliana Ragnini

Lo schermo TV mi invia l’immagine di una grande orsa sdraiata a terra e sopra il suo ventre stanno tranquillamente accoccolati due cucciolotti che succhiano il latte; ad un certo punto, probabilmente avvertendo la presenza umana di chi la sta filmando, il suo bel muso si volge all’indietro e i suoi occhi esaminano timorosi la zona e sembrano voler dire: “Lasciatemi in pace, non vedete che sto allattando i miei figlioli?” Quello sguardo stringe il cuore e non posso dimenticarlo.

Sulla sfortunata Daniza è stato detto tutto, tranne alcuni fatti, riguardanti anche altri orsi, fatti che sembrano essere sfuggiti sia alla stampa che agli animalisti.

C’è qualcosa che non funziona in questo progetto: chi lo gestisce sarà anche preparato ed esperto, ma è evidente che manca di sensibilità verso esseri senzienti che vengono trattati alla stregua di oggetti di promozione turistica, in un territorio verde, rispettoso della natura e dei suoi animali. Questo cartellone pubblicitario è falso, ingannevole, e l’esempio più eclatante di ciò è la caccia consentita, contravvenendo alle norme comunitarie, anche a specie protette, su esseri di pochi centimetri, in parchi e territori privati; ma su questo argomento troppo ci sarebbe da dire e non voglio dilungarmi.

Così anche l’orso dovrebbe essere una specie di peluche, spostato qua e là, più volte anestetizzato (tre volte con esito mortale), colpito con proiettili di gomma, radiocollato malamente tanto da farlo impazzire (ucciso poi in Croazia), eliminato quando sconfina, investito troppo frequentemente, vittima di bracconieri o di chi si fa giustizia da solo, dato che all’appello ne mancano una cinquantina (9 introdotti + 77 cuccioli), di cui soltanto di 18 si conosce la sicura fine infausta.

Purtroppo sotto silenzio sono passati altri episodi dolorosi, la cui responsabilità si può senza dubbio attribuire ai famosi esperti gestori del progetto, che consapevolmente hanno taciuto. Cercherò di riassumere e di collegare notizie apparse sui quotidiani locali:

“Un’orsa ed i suoi cuccioli sono stati investiti, uno dei due sembra si sia salvato, l’altro è rimasto sul ciglio della strada, ferito e lasciato morire senza alcun tentativo di assistenza, temendo la vicinanza della madre, il cui richiamo e lamento è stato udito per tutta la notte”.

Yurka, durante l’inverno di qualche anno fa, si era mostrata diverse volte con 3 cuccioli al seguito; famose sono le fotografie scattate dagli sciatori della funivia mentre attraversava tranquillamente la pista. Un paio di mesi dopo, a seguito di diverse scorribande e lauti pasti, dovendo sfamare se stessa e i tre piccoli, è stata dichiarata problematica, catturata e rinchiusa al Casteller, dove il suo lamento è stato udito per molto tempo. E i tre piccoli? Spariti e dimenticati da tutti.

Altra orsa (Dj3), problematica anche questa, fotografata dai quotidiani in compagnia di die cuccioli, catturata qualche mese dopo e rinchiusa al Casteller dov’è tuttora. Nei pressi del luogo della cattura, dopo alcuni giorni, è stato avvistato un cucciolo arrampicato sopra un albero; la bimba che l’ha trovato l’ha preso in braccio: un gattone di 7 kg. magro, affamato e disidratato. Con calma, dopo diversi altri avvistamenti, si sono attivati gli esperti e a qualcuno è venuto il dubbio che potesse essere il figlio dell’orsa catturata; volevano addirittura fargli il test del DNA!

La squadra che aveva prelevato l’orsa ha dichiarato che era sola. Ma come, siete esperti e non vi accorgete che l’animale è in fase di allattamento, non sapete che si aggirava coi cuccioli e che se in quei momenti l’avete vista sola è intuibile che i piccoli li avesse nascosti per proteggerli dal maschio che - avete detto - si era avvicinato a lei? Forse questa prassi di lasciare i cuccioli al loro destino è un modo di contenere la specie, dato che il problema si è riproposto con Daniza, stavolta, per fortuna, non nell’indifferenza generale.

Ma tornando al cucciolo di Dj3, dato che veniva continuamente avvistato e avvicinava gli umani, si sono decisi a catturarlo, curarlo e sfamarlo, ma dopo poco più di un mese è stato nuovamente lasciato al suo destino. I giornali qualche tempo dopo hanno segnalato la presenza di un piccolo orso nella zona del lago di Loppio.

Tutto quanto ho sopra raccontato trova conferma negli articoli della stampa locale; il seguito della storia è invece frutto di mie supposizioni.

Mi sono convinta infatti che il cucciolo che - secondo uno degli esperti - “ce l’ha fatta”, sia proprio il figlio di Dj3 e che dalla zona di Loppio si sia facilmente trasferito sul Baldo, dove i frequentatori dei luoghi potessero parlare, racconterebbero che un piccolo orso cercava la vicinanza umana, perché grazie a questa e alla generosità di alcuni, era riuscito a sopravvivere alla fame. Per questo non temeva l’uomo, come l’uomo non temeva lui, piccolo e indifeso, che non disdegnava nemmeno di farsi fotografare a distanza ravvicinata mentre giocava con dei legni (immagini pubblicate dai quotidiani); poi è venuto l’inverno e dal letargo si è svegliato un bell’orsone che giocava come prima e cercava i suoi vecchi amici umani ai quali però adesso incuteva paura.

I giorni del digiuno erano stati lunghi, e ora nessuno gli gettava più gli avanzi davanti alla porta; ma il cibo in malga non mancava e l’orso ha seguito la sua fame e la sua natura, sbranando qualche vitello, pecore ed asini. Non aveva ancora imparato che il suo amico uomo ora lo temeva e cercava di catturarlo. Così nel maggio dell’anno scorso si aggirava tranquillamente fra i camper del parcheggio di S. Valentino poco prima che iniziasse la stagione turistica. Qualcuno gli ha fatto l’ultima fotografia a poca distanza: lui mostrava, quasi in posa, il suo faccione tranquillo. Poi è scomparso.

Commenti (2)

La mia amica detective elena Beltrami

brava Liliana! Sei più informata tu del servizio forestale provinciale!!!

L'uomo non è degno del paradiso Livio

La stupidità e la menzogna sono caratteristiche di taluni: a volte gratuitamente, altre volte a pagamento.
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