Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

Laurina Paperina

Street art a Rovereto

Se fino a pochi anni fa i murales e la Street art in genere erano sinonimo di illegalità, oggi sono sempre di più le amministrazioni comunali ad aver capito le potenzialità di questo movimento artistico, capace con spese tutto sommato modeste di rivitalizzare singoli edifici come interi quartieri. Si pensi all’utilizzo della pittura murale intrapreso a Roma per la riqualificazione urbana di quartieri come San Basilio, Pigneto, Testaccio o Tor Marancia, dove edifici popolari piuttosto anonimi sono diventati mete turistiche alternative.

Recentemente abbiamo parlato di due opere di Street art di dimensioni monumentali che abbelliscono Rovereto: una coppia di murales incentrati sulla mobilità sostenibile realizzati su incarico del Comune da da due noti street artists internazionali, l’italiano Ericailcane e la colombiana Bastardilla. In questo numero vi vogliamo introdurre a un terzo dipinto murale roveretano, quello realizzato da Laura Scottini -meglio nota come Laurina Paperina- per lo SmartLab, il centro giovani lagarino situato in viale Trento, recentemente al centro di una feroce polemica legata alla campagna elettorale.

L’autrice dell’opera - classe 1980 - è tra le poche artiste trentine contemporanee ad essere molto attiva anche a livello internazionale, con personali da New York a Shanghai, da Cape Town a San Francisco, anche grazie a un eclettismo tecnico che l’ha portata a lavorare non solo con il disegno e la pittura, ma anche col video, la scultura, l’installazione, la performance e l’illustrazione, fino alla fanzine e al volantino d’artista, come quelli realizzati nel 2011 a favore del referendum per l’acqua. Rispetto al classico street artist, che dalla strada è arrivato alla galleria, Laurina Paperina ha seguito il percorso inverso: è infatti approdata alla pittura murale solo attorno al 2007, da artista già affermata, seguendo la sua passione per la street culture e partecipando anche a progetti sociali come Icone 5.9, un evento di Street art tenutosi nel 2013 in varie località in provincia di Modena in solidarietà coi terremotati. Oltre al murales per SmartLab, in Trentino sono presenti altri due suoi dipinti murali: il primo, realizzato in occasione di “Manifesta 7” e oggi in deplorevole stato di conservazione, risale al 2008 ed è collocato in piazza Garzetti a Trento; il secondo, creato nel 2012 in occasione della Notte Verde, si trova invece nuovamente a Rovereto, lungo il torrente Leno, nei pressi della Manifattura Tabacchi.

Rispetto ai due murales del Follone, quello realizzato da Laurina Paperina sulle pareti dello SmartLab non è frutto di un incarico diretto dell’amministrazione comunale, ma di un bando relativo alla legge cosiddetta del 2%, riguardante l’abbellimento degli edifici pubblici di nuova costruzione.

Il murales, titolato “Invasion”, si fonde perfettamente con l’architettura dell’edificio ospitante, avvolgendo la struttura troncoconica in cemento armato del vano ascensore, il grande muro esposto a nord e quello lungo e basso esposto a sud. Il titolo dell’opera sintetizza l’invasione di allegre e irriverenti creature che affollano le pareti, una sfilata disordinata e festosa che è un inno alla diversità e al contempo all’integrazione, quasi un ottimistico specchio della gioventù che quotidianamente affolla il centro, sempre ricco di iniziative ludico-culturali.

La genesi del dipinto, realizzato con colori che garantiscono all’opera una lunga durata nel tempo, è stata discretamente lunga e si è protratta dai primi di agosto a metà settembre 2014. Oltre alle condizioni climatiche avverse, a dilatare i tempi d’esecuzione sono state una personale dell’artista a San Francisco nel bel mezzo dell’impresa e qualche difficoltà nel riportare il progetto sul muro nord col filo di piombo e il laser, perché - nonostante il nome sbarazzino - Laurina Paperina nel suo lavoro è molto precisa. E poi, piuttosto che ripiegare su un unico, grande soggetto che le avrebbe semplificato il lavoro, l’artista ha preferito proporre quel caotico horror vacui che caratterizza molte delle sue opere, delinenando così una sfilata di oltre 200 personaggi, tutti diversi, che avvolgono come in processione il centro-giovani per portarlo nel quartiere, tra la gente, in stretto dialogo con tutto ciò che gli è attorno, dai giardini alla piazza poco distante.