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Inamovida

Una risata vi seppellirà... ma per il momento, ciò che viene sepolta è la voglia di festa degli abitanti della città di Trento: un’ordinanza del Comune, immediatamente esecutiva, ha vietato qualunque evento serale al “Bicigrill”.

Per chi non frequenta la Trento di notte, diremo che le feste di mercoledì al Bicigrill, un locale nella zona dell’aeroporto di Mattarello, sono state uno degli eventi più amati delle ultime due estati, attirando migliaia di persone per serate all’aperto con DJ, musica e aperitivo. Proprio quando sembrava che qualcuno avesse trovato la quadra allo storico problema di convivenza tra gli amanti della vita notturna e gli amanti della quiete, spostando gli eventi più rumorosi lontani dalle orecchie della città, ecco l’intervento dell’amministrazione cittadina.

Il Bicigrill di Trento

I cittadini, attoniti, si sono chiesti: con quale motivazione possono avere argomentato questo provvedimento di urgenza, degno di una minaccia alla pace sociale? Con tutta la buona volontà è difficile immaginare che i famigerati “residenti del centro” possano aver protestato per serate organizzate nella terra di nessuno, a metà tra la tangenziale e l’autostrada, non troppo vicina a Mattarello ma già lontana da Ravina.

E infatti: non sono i sonni dei residenti che si vogliono tutelare, ma i voli dell’elisoccorso che partono dal vicino aeroporto di Mattarello. L’indicazione, a quanto pare, arriva dagli uffici tecnici del Comune di Trento.

Sono due anni che le feste proseguono, e non pare che ci siano state lamentele da parte dell’ENAC o dell’elisoccorso. Ciò nonostante, sfidando il ridicolo, il Comune prende questa iniziativa. Cosa pensare?

Le malelingue cominciano ad insinuare che dietro un simile intervento, così come dietro la chiusura del Cafè de la Paix e il bando dei maxischermi durante le partite degli Europei, ci sia in realtà la pressione dei gestori dei locali del centro, i quali periodicamente si svuotano a causa dell’inattesa concorrenza. Accettare una simile interpretazione significa ammettere che l’amministrazione comunale sia in qualche modo condizionabile da parte di una lobby, anziché tutelare l’interesse e i desideri di tutti i cittadini: un fatto gravissimo a cui non possiamo credere in alcun modo.

Quant’è vero che il cielo è verde.