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Un cancello finalmente aperto

Ci sono voluti quattro anni da quando la piccola questione locale venne pubblicamente sollevata, ma ora l’accesso posteriore alla stazione ferroviaria di Mezzocorona ha assunto un aspetto dignitoso e funzionale. Le due foto rappresentano bene il prima e il dopo. È stata finalmente data una piccola risposta ad un’esigenza, magari ancora minoritaria, ma destinata a crescere, di trasporto collettivo (treno) e alternativo (bicicletta). La stazione di Mezzocorona, per traffico passeggeri, è pur sempre la terza dopo Trento e Rovereto.

Non si era mai capito perché l’accesso posteriore della stazione fosse stato chiuso con un cancello (a sua volta chiuso con catena e lucchetto), barriera che veniva però regolarmente scavalcato. Sul retro della stazione scorre infatti una larga strada che collega gli abitati di Grumo e San Michele, utilizzata da sempre dai pendolari dei due borghi. In passato, prima che venissero eliminati i pericolosi passaggi a livello, questa stessa strada era già utilizzata come collegamento più breve con la stazione che dista da San Michele meno di tre chilometri (uno e mezzo da Grumo), una distanza che in bicicletta può essere coperta in una manciata di minuti. L’accesso permette inoltre ai pendolari in bicicletta di evitare la pericolosa (e più lunga) tratta lungo la statale 43 (della Val di Non).

Negli anni l’uso del passaggio “proibito” era via via cresciuto (non solo per il fascino, appunto, della proibizione), in parallelo con l’impennata demografica dei due borghi affacciati sull’Adige e con l’aumentata attrazione di pendolari diretti all’Istituto Agrario.

La sistemazione dell’accesso finalmente realizzata potrebbe assumere un ancora più intenso utilizzo se fosse meglio segnalato come possibile collegamento alla rete delle piste ciclabile il cui percorso principale, molto frequentato anche in chiave turistica, transita a breve distanza dalla stazione ferroviaria lungo il tratto di argine dell’Adige che corre tra Masetto-Cacciatora e il ponte di Grumo-San Michele.

Per sviluppare questo potenziale, tramite l’allora assessore alla mobilità della Comunità di Valle ed i sindaci di Mezzocorona e San Michele, si è fatta pressione per anni sulle Ferrovie statali allo scopo, appunto, di rendere legale e ordinato l’accesso fino ad allora clandestino. La difficoltà maggiormente riscontrata, hanno riferito i rappresentati istituzionali, è stata quella di trovare un interlocutore a livello delle Ferrovie ed è stato quindi necessario investire della vicenda l’assessore provinciale (sic!) ai Lavori pubblici.

Ecco quindi che, dopo alcuni anni dall’ultimazione del ponte sull’Adige, che ha reso più agevole per i pedoni (tra i quali i numerosi studenti dell’Istituto Agrario) e i ciclisti l’accesso alla stazione della Trento-Malè di Grumo San Michele, un altro tassello si è aggiunto al quadro della mobilità sostenibile nella Piana Rotaliana.

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