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Il Micheli rimosso

Micheli

Sembra che se ne sia accorto soltanto Augusto Goio. Forse ci sbagliamo, ma è stato l’attento giornalista di Vita Trentina a segnalare una grave mancanza di memoria storica dei nostri politici.

Il contesto è il festeggiamento dei 25 anni del “Progettone”, lo strumento di politica del lavoro che ricolloca in attività di ripristino ambientale i cinquantenni che perdono il lavoro. Una celebrazione in pompa magna, con assessori provinciali, il ministro del lavoro Poletti, il Presidente dell’INPS Boeri, sindacalisti, lavoratori e imprenditori. C’era il sindaco di Trento e la Cooperazione.

Mancava lui, l’ideatore del progetto: Walter Micheli. Purtroppo l’amico e politico socialista ci ha lasciati ormai più di sette anni fa. Ancora lo rimpiangiamo. Tuttavia neppure una volta il nome di Micheli è riecheggiato in una stracolma sala della ex Whirpool, il 4 novembre scorso. Una dimenticanza notevole, che la dice lunga sulla cultura politica dei nostri governanti. Forse invece di limitarsi ad un’autocelebrazione del presente, quasi che il merito di un’iniziativa di successo degli anni Ottanta sia da ascrivere a Olivi o a Rossi, bisognava riflettere su una delle poche stagioni riformiste che il Trentino ricordi. Cancellare Walter Micheli non significa solo offendere la storia, ma è la conseguenza di una riscrittura della storia trentina che elimina completamente la tradizione laica e socialista. Ci sono solo autonomisti e democristiani. Meglio, ci sono solo autonomisti. Che arrancano sulle glorie altrui.