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TAV Brennero: il confronto negato

Andrea Fogato, Claudio Campedelli

Il giorno 1° novembre L’Adige ha pubblicato una nostra lettera in cui, oltre a spiegare alcuni motivi per cui riteniamo il progetto TAV Brennero una enorme spesa totalmente inutile e un’opera devastante per il territorio della nostra regione, abbiamo chiesto, in qualità di redattori del sito di informazione notavbrennero.info, un confronto pubblico su questo argomento alle istituzioni provinciali competenti. Abbiamo inoltre contattato direttamente l’assessore Mauro Gilmozzi e l’ing. Raffaele De Col, che però non hanno risposto in alcun modo alla nostra richiesta.

Tale episodio conferma il fatto, ormai evidente ai più anche in seguito alle vicende legate ai recenti carotaggi di Mattarello e di quelli di Marco del 2014, che la Provincia non ha finora voluto confrontarsi davvero con chi pone dei dubbi sulla necessità del progetto della nuova ferrovia del Brennero. Gilmozzi ha da poco affermato che in passato la PAT ha dialogato in modo insufficiente con chi non condivideva la sua posizione. Tutto cambierà però, secondo Gilmozzi, con l’istituzione dell’Osservatorio, un nuovo ente che non sarà di parte, ma un ente terzo che si interfaccerà con i cittadini.

Ci chiediamo anzitutto come questo Osservatorio possa non essere di parte, visto che è composto per la maggior parte da dirigenti provinciali e da dipendenti del Ministero delle Infrastrutture e di RFI, i quali hanno il solo compito di eseguire le direttive del Governo e della Giunta provinciale. Ma soprattutto, visto che il compito di questo ente è anzitutto di monitorare le varie fasi di progettazione e realizzazione delle tratte del TAV in Trentino, che dialogo ci potrebbe essere con dei tecnici che dipendono da politici i quali una decisione l’hanno già presa? Il vero confronto dovrebbe essere tutto politico e sugli argomenti che giustificherebbero questo progetto: il fatto che i decisori politici della Provincia rifiutino il confronto dimostra in modo ancora più evidente che questi argomenti non li possiedono.

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