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Vaccini contestati /1

Dopo aver letto l’articolo a firma di Alfiero Santarelli “Vaccini: perché si dubita” relativo al convegno organizzato il 20 novembre a Trento dalla nostra associazione, in collaborazione con l’associazione “Assis”, desideriamo inviare alcune osservazioni.

L’autore dell’articolo non ha ritenuto opportuno spiegare ai lettori chi fossero gli esperti intervenuti e la loro specializzazione. Ci permettiamo di farlo noi. Il pediatra citato è il dottor Goffredo Chiavelli e la dottoressa non è una consulente di medicina naturale, ma un medico di libera professione e si chiama Sabine Eck. Entrambi hanno alle spalle molti anni di esperienza nella loro professione e fanno parte di “Assis”, un’associazione italiana che si occupa di studi sulla salute formata principalmente da medici. Sono anche autori, con altri 150 medici italiani, della lettera al presidente dell’Istituto Superiore di Sanità durante la polemica scatenata nei mesi scorsi sull’obbligatorietà dei vaccini. La farmacista ospedaliera, Sara Pellicari, è anche mamma di una bambina di 8 anni danneggiata da vaccino. Può essere definita antivax? L’autore ha tralasciato del tutto gli altri due relatori, entrambi genitori di danneggiati riconosciuti dalla legge: il sig. Alessandro Scarsi e il sig. Gianni Tabarelli.

Ha voluto inoltre catalogare “Vaccinare Informati” come un gruppo di persone che seguono “la vita naturale e/o amante dei complotti”. Queste affermazioni lasciano il tempo che trovano. Ribadiamo invece che la nostra associazione si impegna per raggiungere questi obiettivi: libertà di scelta vaccinale e informazione scientificamente corretta sui vaccini sensibilizzando l’opinione pubblica e i nostri rappresentanti politici alla solidarietà con le famiglie danneggiate da questa pratica medica.

Non siamo affatto contro i vaccini, ma non siamo d’accordo con le vaccinazioni di massa uguali per tutti, perché - come ci spiegano molti esperti e ricercatori - ogni persona è diversa dall’altra e ci vuole una personalizzazione degli interventi per la salute. Molti genitori vorrebbero scegliere solo alcuni vaccini o farne ad esempio uno alla volta, oppure aspettare dopo il primo anno di vita, ma non è permesso. O tutto o niente.

Purtroppo, come afferma la legge approvata dal Parlamento italiano (legge 210 /1992), che dovrebbe essere affissa in ogni centro vaccinale e spiegata ad ogni genitore, i vaccini possono provocare non solo benefici ma anche gravi danni fino alla morte e quindi nessuno può essere costretto con la forza.

Il movimento per la libertà di scelta, diversamente da quanto riportato, non è nato con la storia di Wakefield (che tra l’altro non è stato affatto radiato dall’ordine dei medici), ma molto prima, quando molti genitori in diversi paesi del mondo dovettero fare i conti con gravi danni da vaccino. L’impegno portò a diverse leggi in America e in Europa e in Italia si concretizzò con la legge 210 e il D.P.R. 355/1999 che ammetteva a scuola i non vaccinati.

Per quanto riguarda le malattie come la polio di cui si parla nell’articolo, l’autore si è dimenticato di scrivere che in Italia gli unici casi di polio dal 1982 al 2000 sono stati quelli da vaccino orale Sabin, non quelli da virus selvaggio, che hanno portato le autorità sanitarie a sostituire il vaccino stesso. Bisognerebbe anche aggiungere che per introdurre il discusso vaccino antiepatite B nel 1991, l’allora ministro della Sanità ricevette una tangente milionaria, per la quale fu condannato, anche se il vaccino purtroppo rimase obbligatorio.

Prima di scrivere che i non vaccinati rappresentano un pericolo per la società, bisognerebbe inoltre avere a disposizione degli studi che mettessero a confronto la loro salute con quella dei vaccinati, bisognerebbe capire se vaccinati significa sempre immunizzati e quanto dura la protezione. Perché a nessun bambino viene fatto l’esame degli anticorpi dopo i vaccini? Bisognerebbe poi spiegare come mai molti bambini, pur non essendo mai stati vaccinati, risultino ugualmente immunizzati.

Il giornalista ha rilevato inoltre la mancanza di un contraddittorio durante il convegno. I relatori hanno risposto a tutte le domande a loro rivolte e anche l’articolista avrebbe potuto rivolgere domande su aspetti non chiari, reclamando una risposta o commentando in maniera libera.

“Vaccinare Informati” non si è mai sottratta al confronto democratico che dovrebbe essere portato avanti principalmente dalle istituzioni sanitarie che sono pagate con le tasse di tutti i cittadini e hanno il dovere di dare un’informazione ampia, corretta, slegata da ogni interesse. Anche la stampa ha un grande ruolo per ogni democrazia: approfondire la ricerca della verità su tante questioni andando oltre slogan banali e ripetuti. Il nostro ruolo principale è quello di fare in modo che la sofferenza di tante famiglie non rimanga per sempre nell’oblio e di salvaguardare il diritto irrinunciabile alla tutela della salute. Un cordiale saluto.

A nome dei genitori di “Vaccinare Informati”:

Patrizia Filippi, Riccardo Zulian, Quirino Zulian, Francesca Trimeloni, Davide Leonardi, Nadya Giordano, Florian Laner, Roberto Rebellato

* * *

Dalla vostra lettera emerge chiaramente che non avete letto l’articolo con attenzione. Non vi ho accusati di essere “persone che seguono la vita naturale e/o amante dei complotti”, viceversa mi sono approcciato al vostro evento apprezzando la ragionevolezza dichiarata negli intenti. Ho poi rilevato di persona diverse affermazioni allarmiste formulate dai relatori ed ho successivamente verificato che esse erano prive di fondamento.

I danni da vaccino, tipicamente dovuti a malattie attivate dai vaccini stessi, esistono ma sono in numero molto inferiore ai danni provocati dall’assenza di vaccinazione. Facciamo un esempio, riferito proprio al caso della poliomielite: nel 1958 in Italia venivano diagnosticati 8 mila casi di polio, di cui il 5-10% mortale; nel triennio 1996-98 i casi di polio, tutti causati da vaccino, erano 7. Diverso il discorso sull’obbligatorietà della vaccinazione (cui siamo contrari, tranne in casi di evidente emergenza); come pure su una pratica indiscriminatamente troppo estesa (aumento consistente del numero delle vaccinazioni) che non dovrebbe essere attuata senza una preliminare seria riflessione.

Vi invito a mia volta ad utilizzare i canali in vostro possesso per diffondere un’informazione equilibrata e senza diffondere allarmi ingiustificati.

Alfiero Santarelli

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