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Vaccini contestati /2

L’ultimo numero di Questotrentino ospita un intervento sulla questione dei vaccini; ci saremmo aspettati qualcosa di meno obbligato e scontato. Si può fare, sia si tratti di Valdastico sia di vaccini, sia di inchieste scomode, fra le quali le documentate puntate sulla vicenda della cantina LaVis. Il titolo “Vaccini: perché si dubita” dovrebbe sottintendere valutazioni qualificate che invece non si trovano nell’intervento (a parte il riferimento al dott. Dino Pedrotti, quale unico referente) e sono quindi frutto della personale opinione dell’autore, Alfiero Santarelli.

Egli esordisce con la sua verità assoluta che chiama “regola del gioco”: i vaccini fanno bene. E prosegue con la sua informazione allo scopo di convincere lo sprovveduto lettore a non porsi domande, né dubitare, manifestando qua e là irritazione e perplessità riguardo lo svolgimento della serata informativa del 14 novembre (organizzata da “Vaccinare Informati” e “ASSIS”); interpretando timori e dubbi di alcuni relatori e cittadini presenti all’incontro come “paranoie”. Lamenta la faziosità senza contraddittorio degli organizzatori della serata senza chiedersi come mai, su un tema così delicato e controverso come quello dei vaccini, l’ente pubblico non accetta il contraddittorio.

A far da cornice alle pagine dell’articolo non manca qualche immagine ad effetto, a suffragio dell’opinione di chi scrive: una con un bambino ricoperto dalle eruzioni cutanee causate dal morbillo e un’altra con un adulto poliomielitico. Ecco confezionata una grossolana risposta ai dubbiosi. Manca tuttavia una fotografia con un bambino danneggiato da vaccini, ma questi bambini non sono degni di nota, nemmeno considerati dalle statistiche, dal momento che i danni da vaccini sono difficilmente riconosciuti, pur in presenza di una legge dello Stato. Tali danni non sono altro che gli esiti di quegli “effetti collaterali” su cui non c’è tempo di spendere una parola o voglia di un confronto.

Il tema vaccini meriterebbe maggiore attenzione e obiettività di pensiero.

Adriano Rizzoli - Antonia Gallo

* * *

Gentile signor Rizzoli, gentile signora Gallo, penso che non abbiate idea di quanto rigore ci sia stato nell’indagine che ha portato a questo articolo. Nessuna opinione personale, solo una sintesi narrativa per rendere digeribile un argomento ostico. Esistono verità non negoziabili, come il fatto che la Terra gira intorno al Sole: in questi casi la discussione a più voci è esclusa, al massimo si possono precisare i dettagli. Nel caso dei vaccini pediatrici esiste un’evidenza sufficiente del fatto che abbiano eradicato le principali malattie infettive di inizio secolo, e la discussione si sposta su come contrastare gli effetti negativi. Non era quello l’argomento dell’articolo: si voleva capire da cosa nascessero le polemiche recenti e il calo delle vaccinazioni fondamentali, e si è capito che sono l’effetto di un’amnesia collettiva rispetto al pericolo rappresentato da difterite, morbillo e compagnia. Spero che questo chiarimento sia soddisfacente.

Un saluto.

Alfiero Santarelli

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Nello stesso numero:
Vaccini contestati /1
In altri numeri:
Vaccini: perché si dubita

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