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Maroni, Zaia e l’assurda Macroregione dalle frontiere blindate

Il 25 e 26 gennaio nel Centro Congressi di Brdo (presso Lubiana, in Slovenia) nasce di fatto la Macroregione alpina. L’Unione Europea ha delineato un programma di attività teso a decentrare il lavoro e ad offrire a vasti territori opportunità di sviluppo specifici, costruiti attraverso processi partecipativi innovativi. La Macroregione alpina è stata preceduta da quella del Baltico, del Danubio e dell’Adriatico. Queste macroregioni dovranno elaborare piani di attività che interessano specificità economiche locali, le politiche dei trasporti transfrontalieri, delle acque e degli ecosistemi più fragili. Nel caso delle Alpi la Macroregione coinvolgerà i destini di 70 milioni di abitanti distribuiti su 400.000 kmq., 7 nazioni e 48 regioni o Land.

Gli ambientalisti alpini, pur cogliendo le innumerevoli opportunità presenti in questa nuova creazione istituzionale, hanno il timore che le Alpi reali, come delineate dalla Convenzione delle Alpi (“soli” 14 milioni di abitanti), vengano cancellate nella loro identità e nei bisogni reali dallo strapotere delle grandi pianure e delle città metropolitane.

Di tutt’altro avviso è la Lega Nord, che a Longarone ha pensato bene di riunire le menti più eccelse per dare altre prospettive di sviluppo alla regione. I governatori lombardo e veneto, Roberto Maroni e Luca Zaia, assistiti dagli assessori regionali Federico Caner e Giampaolo Bottacin, hanno individuato un nuovo obiettivo: blindare le frontiere. E, come sostiene Maroni, la Macroregione dovrà fare politica estera, senza più passare per Roma. Semplice il Maroni pensiero: “Scassare l’Europa degli Stati per andare verso l’Europa delle Regioni e dei popoli, liberi da un’Europa di euroburocrati”.

Di quale Macroregione stanno parlando gli amici di Zaia? In modo esplicito di Friuli, Veneto e Trentino, forse con l’aggiunta del Sudtirolo. Questo ampio spettro di forze sarà lanciato contro il mondo e specialmente contro i migranti. Avrà un obiettivo prioritario: blindare le frontiere da est e da nord. Ovviamente il raduno dei governatori del nord ha visto solo la presenza della corazzata Lega Nord.