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Pesticidi: avanti piano

Siglato un protocollo d'intesa sul loro uso: molti impegni, ma nessun cambiamento concreto.

La questione relativa alle culture intensive e, in particolar modo, all’uso sostenibile dei pesticidi è quanto mai dibattuta. La ricerca di metodi alternativi, l’adeguamento al Piano d’Azione Nazionale (PAN), una corretta informazione fra produttori e gli incentivi per attività di sicurezza e qualità ambientale sono alcuni degli argomenti che spesso emergono dalle discussioni intorno alla pratica di irrorare con prodotti fitosanitari.

Il nostro territorio è tristemente famoso per l’uso particolarmente abbondante di pesticidi a causa di una produzione intensiva di alcune colture (mele e uva, soprattutto) in alcune parti della regione.

Per affrontare questo problema, il 15 gennaio di quest’anno è stato redatto un protocollo di intesa firmato dagli assessori provinciali all’Agricoltura (Dallapiccola), alla Salute (Zeni) e all’Ambiente (Gilmozzi) e dai rappresentanti dei produttori ortofrutticoli dell’Associazione produttori ortofrutticoli trentini (Apot), del consorzio vini del Trentino, dalla Fondazione Edmund Mach (FEM) e dall’Azienda Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA).

Un buon inizio anno, vien da pensare. Peccato però che le questioni siano state trattate nell’accordo con estrema generalizzazione, dove nessun riferimento temporale, nessun impegno concreto, nessun accenno a controlli promessi sul territorio (altro tema in vista) viene evidenziato. Nel documento, infatti, le parti “riconoscono l’interesse e si impegnano a...”, senza però specificare in quale modo intendano “impegnarsi”. Ad esempio, nel riferimento alla ricerca finalizzata a trovare dei metodi che possano limitare (e in prospettiva eliminare) l’uso dei pesticidi viene citata la FEM, la quale sta sperimentando e ricercando nuove soluzioni e metodologie alternative all’uso dei pesticidi ormai da diversi anni.

Si legge poi che la Provincia “si impegna a sostenere le attività e le proposte dalle Organizzazioni dei Produttori dei settori ortofrutticolo e vitivinicolo chiaramente finalizzate ad obiettivi di sicurezza e qualità ambientale” senza però definire quali siano le “attività” o le “proposte” né le risorse che si intendono investire in questa direzione.

In riferimento al Piano d’azione Nazionale (PAN) per l’utilizzo sostenibile dei prodotti fitosanitari, Virgilio Rossi, residente in Val di Non ed esponente della Civica S.A.E., dice che “il collegamento con il PAN è limitato solamente al riferimento all’applicazione della produzione integrata volontaria che prevede il rispetto dei disciplinari regionali stabiliti per ogni coltura. In pratica è un’estensione della produzione integrata alla volontà da parte degli operatori a migliorare fissando dei specifici protocolli. Cosa che nella nostra regione esiste già da anni. In pratica, la scelta di non usare il clorpirifos (sostanza tossica per l’uomo e per l’ambiente attualmente in uso, n.d.r.), tra l’altro non specificata chiaramente nel protocollo d’intesa in questione, è affidata al buon senso e nessuno potrà sanzionarne l’uso, perché in Italia ancora consentito”.

In conclusione, nulla di nuovo sul fronte orientale. La speranza è che si possa arrivare ad individuare quanto prima dei sotto-obiettivi concreti, così da mettere in pratica questo “impegno” che troppo spesso tende a rimanere solo sulla carta.