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Rossi, il PD e il clientelismo cattolico

Oltre 2 milioni regalati ad associazioni ed enti confessionali per opere edilizie di nessun interesse pubblico.

La Provincia di Trento, il 30 dicembre scorso, con voto unanime della Giunta, ha regalato (del resto si trattava della seduta natalizia...), un sacco di soldi pubblici a una serie di associazioni tutte di matrice cattolica.

Oltre due milioni che anziché essere destinati a opere di bene sono finiti in lavori edilizi, senza peraltro che ce ne fosse urgenza o necessità.

Il Comitato Laici Trentini ha sollevato il caso, sottolineando come si tratti di clientelismo di stampo cattolico; ma al di là di questo è comunque clientelismo politico. Con un PATT (Rossi) responsabile della scelta e un PD altrettanto responsabile per non averla impedita (Olivi) o non essersene accorto (Ferrari). Olivi e Manica hanno dichiarato che le regole andranno riviste e noi chiediamo loro se lo stanno facendo e quando intendono dimostrarci di averlo fatto. Sara Ferrari ha dichiarato che avrebbe chiesto spiegazioni a Rossi e le chiediamo se lo sta facendo e quando intende dimostrarci di averlo fatto. Ad oggi dal PD nessuna risposta.

Tornando ai finanziamenti e tralasciando quelli minori (peraltro nell’ordine di centinaia di migliaia di euro), la stampa, dapprima il solo Corriere del Trentino, si è concentrata sui due più scandalosi: 1.200.000 euro per l’Associazione Via Pacis di Arco e quasi 300.000 per l’Arcivescovile di Ferrara.

Su Via Pacis, un’associazione di circa 300 iscritti fondata da un prete e una coppia di Arco, si sa poco o niente, tanto che il presidente delle ACLI neppure sapeva esistesse e Vincenzo Passerini, cattolico doc, ha fatto presente la necessità di un intervento della Curia perché ci si concentri sulle persone e non sui muri.

Se poco si sa dell'Associazione, ancor meno si capisce a che serva una sede di quelle dimensioni e con quei costi a carico dei contribuenti. Il fondatore parla di formazione ai giovani e alla genitorialità, ma le necessità della zona sono ben altre, come ricordano in una lettera i famigliari degli ospiti del centro Anffas di Locca, che da 12 anni chiedono una sede dignitosa ricevendo solo promesse. Ma tra queste sterili promesse e il sonante milione e rotti a Via Pacis cosa fa la differenza?

È una differenza con nome e cognome: Luca Giuliani, consigliere provinciale del PATT (uno dei vacanzieri alle Canarie, vedi a p. 49), a cui si è rivolto il presidente di Via Pacis Paolo Maino. Giuliani ne avrà parlato con Rossi e così quei soldi inaspettati (come ha dichiarato Maino) sono arrivati. Mentre all’Anffas, dove da anni li aspettano, ancora non si sono visti. Ed ecco come un Luca Giuliani qualsiasi può diventare munifico dispensatore.

Anche il finanziamento al Seminario di Ferrara non si spiega se non in una logica di clientelismo e sperpero. Con la sola differenza che qui non si è ancora capito chi sia il padrino politico dell’operazione, ma forse in questo caso la vicenda è talmente clamorosa che nessuno vuole assumersene la paternità.

Nell’autunno del 2012 la Provincia cede la Casa Cantoniera di Ruffrè alla Patrimonio Trentino spa, suo braccio operativo per gli affari, che la svende nello stesso anno al Seminario di Ferrara al modico prezzo di 140.000 euro, un prezzo basso in quanto lo stabile richiede una ristrutturazione. Qualcuno però avvisa il Seminario di Ferrara della regola cattolica vigente in Trentino, per cui “chiedete e vi sarà dato”; e infatti il 16 novembre 2015 l’Arcivescovile di Ferrara chiede un contributo per lavori di ristrutturazione, che la PAT concede nel giro di poco più di un mese. Quando si dice l’efficienza trentina! Interrogato dal giornalista del Corriere, l’economo dell’Arcivescovile, cadendo dalle nuvole, dichiara: non sapevamo nulla, vedremo cosa fare di quei soldi.

Per l’opinione pubblica tutto ciò è sconcertante: vuoi per i soggetti beneficiati (solo cattolici), vuoi per la pochezza del PD che, a buoi scappati, dichiara che le norme di finanziamento andranno riviste (non serve rivederle: basterebbe non applicarle contro il buon senso); vuoi per le procedure di controllo (in cosa consisteva l’urgenza e indifferibilità di tali finanziamenti?) by-passate dalle più efficaci procedure del clientelismo.

Per la Corte dei Conti immaginiamo sarà altrettanto sconcertante. Forse i cittadini dimenticano in fretta e, anche per la pochezza delle alternative, tornano a votare per quegli stessi che hanno determinato, in tempi di crisi, le scelte di cui sopra; speriamo almeno che, come da loro compito, i giudici non dimentichino questi casi, e chissà quanti altri, di sperpero di denaro pubblico.

A chi è andato il regalo

Ecco i beneficiari dei finanziamenti, ritenuti prioritari: Associazione Via Pacis, di Riva per la realizzazione della sede in Arco per un importo di € 1.119.917,40. Parrocchia S. Agata di Besenello per il restauro della cappella di S. Andrea a Dietrobeseno (€ 34.753,42). Parrocchia S. Nicolò di Pozza di Fassa per ampliamento ed eliminazione barriere architettoniche della canonica (€ 370.774,03). Seminario Arcivescovile di Ferrara per il progetto di sistemazione delle facciate ed opere varie nell'ex casa cantoniera in Ruffrè (€ 265.540,36). Parrocchia S. Michele Arcangelo di S. Michele all’Adige per la sostituzione del manto di copertura (€ 65.510,98). Parrocchia SS. Pietro e Paolo di Casez per il nuovo impianto di riscaldamento (€ 142.663,26). Parrocchia della Purificazione di Maria di Volano per intervento di deumidificazione e impianto elettrico (€ 160.868,08).