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Sanità: un altro appalto sconfessato dal TAR

Azienda sanitaria sempre più pasticciona. Ogni ricorso che deve affrontare al TAR lo perde. Ovviamente noi cittadini veniamo a conoscere la storia solo quanto esce da informazioni di soggetti privati, lesi dall’agire amministrativo dell’Azienda. Le cause sanitarie, i conflitti con i pazienti, la verità sulle liste di attesa non li sapremo mai. Anzitutto a causa del blocco informativo imposto ai dipendenti e in secondo luogo perché i pazienti che incorrono in errori sanitari vengono poi risarciti con delle miserie di indennizzi, a meno che non siano disposti a sopportare cause lunghe anni.

È emblematico quanto accaduto per l’appalto degli ambulatori ortopedici in Fiemme e Fassa e a Campiglio: il TAR ha sentenziato che l’appalto è da rifare per evidenti profili di illegittimità.

A giugno era stata avviata una procedura per l’affidamento del servizio sanitario ortopedico-traumatologico in stagione invernale ed estiva valevole tre anni. Si tratta di prestazioni non complesse e di diagnostica strumentale radiologica da eseguire con propria dotazione medica e tecnica presso gli ambulatori della stessa Azienda nei comuni di Pozza di Fassa e Campiglio. L’importo a base d’asta era di 360.000 euro per ciascuno dei due lotti. La ditta Mdm srl aveva chiesto 103.800 euro l’anno, mentre la concorrente Centro Medico di Fiemme 115.000.

Come fare a rovesciare il risultato, sicuramente mal digerito in Azienda? Ovviamente dando un basso punteggio alle prestazioni offerte dalla Mdm e viceversa aumentandolo per quanto riguarda il Centro Medico di Fiemme.

Ma i giudici del TAR hanno rilevato l’illogicità delle decisioni e la disparità di trattamento e arbitrarietà nell’operato della amministrazione pubblica; di conseguenza il contratto con il Centro Medico è stato dichiarato inefficace, quindi nullo.

Al di là del dover rifare la gara, chi pagherà quanto dovuto per il lavoro svolto in questo inverno dalla società Centro medico di Fiemme? E chi risarcirà la Mdm del danno subito? I funzionari ed i dirigenti che hanno seguito l’operazione saranno chiamati in causa in questo doveroso risarcimento? E se l’Azienda gestisce così male i soldi pubblici per prestazioni privatistiche non potrebbe sopperire con risorse umane e tecniche proprie nella offerta di servizi tanto strategici?

Domande che lasciamo senza risposta. Certo, alla notizia è stato dato poco risalto. Ma noi cittadini, contribuenti e utenti dell’Azienda sanitaria, rimaniamo sempre più perplessi nel prendere atto di una gestione del servizio tanto superficiale. Ovviamente diamo per scontata la buonafede e rimaniamo liberi da ogni pregiudizio verso strutture mediche private probabilmente troppo vicine a politici di valle.