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Stop al contromano

Tanti casi recenti, forse troppo propagandati. Comunque un problema vero, con possibili soluzioni

Il fenomeno delle strade imboccate contromano pare presentarsi sempre più frequentemente, in Trentino. Decine sono le segnalazioni di cittadini che vedono, fotografano e condividono sulla rete auto contromano, o in senso vietato, o percorrenti rotatorie nel verso sbagliato.

Nel 2015 si sono registrati tre episodi davvero drammatici, in cui troppe persone hanno pagato con la vita l’imprudenza, l’imperizia o l’abuso di alcool di altri automobilisti.

E quest’anno la stampa, giornalmente, riporta le segnalazioni dei lettori che mostrano veicoli contromano, che vanno in senso vietato, o invasioni di corsia. A vederla così, sembra che sulle strade del Trentino si stia scatenando l’inferno. Ma è proprio così?

La situazione

Verifichiamo la reale rilevanza del fenomeno, le cause e le possibili precauzioni per evitare effetti nefasti. Secondo alcuni dati della Polizia Municipale di Trento, non si può parlare di aumento del fenomeno negli ultimi anni. “Guardando esclusivamente il numero di infrazioni commesse, non abbiamo registrato né aumenti né diminuzioni; gli ultimi episodi hanno però portato ad un bilancio di vittime e contusi davvero elevato, destando viva impressione e attenzione nella cittadinanza” dice Paolo Armellini, funzionario dell’attività di accertamento violazioni della Polizia Municipale di Trento. Nel 2013 sono state rilevate, nel comune di Trento, 3 violazioni, 4 nel 2014 e 2 nel 2015.

Con l’aumento delle strade a carreggiate separate, in provincia di Trento sono stati ridotti di molto i rischi da incidente frontale: ciò inevitabilmente ha come contro-effetto il maggior rischio di auto contromano (perché in una strada senza guard-rail centrale, è innaturale guidare nella corsia di sinistra, e in ogni caso è immediato spostarsi in quella giusta, n.d.r.). Il bilancio comunque è positivo perché il numero di incidenti complessivo è sicuramente diminuito”.

Il Responsabile dell’Ufficio Infortunistica della Polizia Stradale di Trento, Michele Zuccaro, ci fornisce i dati sui casi di contromano registrati sia in autostrada che in strade statali a carreggiate separate: 7 nel 2013, 5 nel 2014, 8 nel 2015. Non si può parlare di un aumento deciso degli episodi, secondo Polstrada. Sicuramente la maggiore attenzione al problema fa sì che sia più probabile che si ricevano segnalazioni. Queste, per essere utilizzabili, “devono comunicare la targa del veicolo, altrimenti le ricerche non possono essere effettuate in maniera efficace”.

Durante interventi di questo tipo “la Polizia Stradale si interroga sempre su quale poteva essere la soluzione per evitare l’incidente o comunque ridurne le probabilità. Il risultato dell’analisi diventa poi un suggerimento all’Ente Pubblico o al gestore dell’Autostrada che appena possibile mette in atto i suggerimenti: una collaborazione che funziona, e che tende a migliorare progressivamente la situazione”.

La rotatoria della Bermax, a Gardolo: il susseguirsi di fasi del cantiere lasciano sull’asfalto segnaletiche orizzontali valide e non valide che possono generare confusione.

Le cause

Appunto: quali possono essere le cause che inducono certi automobilisti a commettere l’infrazione?

Escludendo il contromano volontario con intenti criminali (il caso dell’Audi gialla che in gennaio, percorrendo l’A4 contromano per sfuggire alle forze dell’ordine, ha terrorizzato il Veneto), al primo posto mettiamo certamente la distrazione durante la guida che può essere dovuta all’uso del cellulare, o semplicemente ad uno stato di sovrappensiero o di imperizia. Ciò è confermato dai dati che ci riferiscela Polstradadi Trento, secondo cui tra il 2013 e il 2015 su 20 casi di contromano accertati (con intervento della pattuglia), 17 erano imputabili a distrazione, 2 ad alterazione psicofisica,1 inquanto il veicolo si era dato alla fuga. La guida contromano dovuta a stato di ebbrezza è stato determinante in un incidente mortale nel 2015.

Possiamo poi individuare altre cause che mettono in difficoltà il guidatore: i lavori stradali prolungati, che prevedono un continuo ridisegno della segnaletica orizzontale nelle varie fasi di lavorazione, portano a un dedalo di indicazioni sull’asfalto che inevitabilmente creano confusione nel guidatore meno attento, soprattutto di notte. La rotatoria a Gardolo pressola Bermaxne è un chiaro esempio.

Un altro fattore frequente è da ricercare nei navigatori satellitari non aggiornati. In questo caso il software può guidare l’automobilista lungo percorsi che non corrispondono più alla viabilità attuale favorendo l’incidente.

Punti deboli

Come si diceva prima, nelle strade a doppio senso di marcia senza guard-rail di separazione, chi si trova ad invadere la semicarreggiata opposta può rapidamente rientrare nel corretto senso di marcia. Invece nelle strade a carreggiate separate (autostrade e tangenziali), se ci si accorge di percorrere la strada contromano, rimediare all’errore non è semplice. In queste condizioni sarebbe quindi necessario impedire fisicamente l’accesso alla carreggiata sbagliata.

I primi punti critici sono pertanto i caselli autostradali. Nel caso del Trentino, le barriere di Trento Nord e Sud, Rovereto Nord e Sud e più recentemente Affi impediscono fisicamente ai veicoli di imboccare la carreggiata contromano: dopo la barriera, un guard-rail invalicabile divide i due sensi di marcia fino alla rampa di accesso.

Diverso è il caso di San Michele all’Adige e Ala-Avio: dopo la barriera, l’automobilista trova un breve tratto diviso da una cordicella, poi può scegliere di andare dove gli pare: vistosi cartelli comunicano quale sia l’imbocco corretto, ma non esistono impedimenti fisici alla manovra errata. Questi caselli, dunque, hanno bisogno di un intervento strutturale. Nel gennaio 2015 la società Autostrada del Brennero ha approvato un progetto di ristrutturazione del casello di Ala-Avio, per un valore di 24 milioni, che comprende la costruzione di un edificio che faccia da centro manutenzioni.

Altro punto critico è costituito dalle corsie di accesso alle aree di servizio: non esistono al momento ostacoli fisici che ne impediscano la percorrenza in senso contrario, solo dei cartelli, peraltro ampi ed evidenti, talvolta anche in tedesco. Il rischio è evidente: chi parcheggia all’autogrill, magari con l’automobile rivolta in direzione opposta a quella d’entrata, quando si rimette in marcia, di notte, può imboccare la corsia d’accesso invece che quella di uscita, con conseguenze catastrofiche.

Il mercato offre varie soluzioni al problema: segnalazioni acustiche o inserti rumorosi da inserire nell’asfalto non appaiono adeguati, in quanto non impediscono fisicamente l’accesso. L’unico sistema che sembra efficace, in realtà, è quello che hanno usato all’ospedale di Monfalcone.

Una soluzione aggressiva

Una versione del dissuasore fora-pneumatici

Cercando su Internet, abbiamo individuato la soluzione adottata all’ospedale di Monfalcone (Gorizia), dove il problema di sicurezza nella viabilità interna era ormai insostenibile: mezzi di tutti i tipi imboccavano regolarmente contromano quella che doveva essere esclusivamente una via d’uscita dall’area ospedaliera.

Nel 2013 la responsabile, ing. Debora Furlani, che abbiamo contattato, decise di porre un freno alle cattive abitudini, e fece installare sulla rampa di uscita un dissuasore fora-pneumatici. Si tratta di un sistema che consiste in una linea di punte di ferro che se vengono percorse in senso corretto, si abbassano e lasciano passare il mezzo, in caso contrario rimangono erette e tagliano impietosamente le gomme del veicolo, bloccandone immediatamente la corsa.

All’inizio abbiamo dovuto affrontare una marea di polemiche e richieste di risarcimento: perfino la polizia è incappata nella barriera.- dice l’ing. Furlani – Abbiamo però potuto dimostrare che il sistema era certificato ed era stato adeguatamente segnalato, quindi nessuna responsabilità poteva esserci addebitata. Ora possiamo dire che il problema è risolto”.

Un sistema che può apparire brutale, ma che ha messo in sicurezza l’area coinvolta. Non potrebbe essere questa una soluzione per bloccare eventuali veicoli contromano nelle corsie di accesso alle aree di servizio?

Giriamo la domanda al dirigente della Polstrada di Trento, Giansante Tognarelli. “La soluzione delle barriere fora-pneumatici appare poco praticabile nelle autostrade: in situazioni di emergenza, capita che i veicoli di soccorso o delle forze dell’ordine debbano percorrere l’autostrada in senso opposto per giungere più rapidamente sul luogo dell’intervento. La barriera fora-pneumatici nelle aree di servizio, costituirebbe un ostacolo inutile e pericoloso. Su quei tratti è meglio orientarsi su soluzioni quali inserti rumorosi a terra, segnali verticali molto evidenti, indicatori sonori”.

Le segnalazioni ai quotidiani.

In conclusione, aggiungiamo una postilla relativa all’informazione su questi fatti. Molta stampa gioca un po’ al sensazionalismo su tali episodi. Le segnalazioni quotidiane dei lettori e la conseguente pubblicazione, se da un lato sensibilizzano al problema, dall’altro inducono timori ingiustificati. Insomma: un po’ di voglia di apparire sui giornali da parte di chi si improvvisa fonte di notizie sta ingrandendo un po’ troppo quello che è uno dei tanti problemi della circolazione stradale. La realtà è che le istituzioni sono attente al problema e fanno di tutto per evitarlo; ora tocca agli automobilisti guidare con più attenzione.

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