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Il donchisciotte del ghiacciaio

Il consigliere ladino Giuseppe Detomas non smette di sorprendere. Dopo essersi impegnato per portare in Marmolada un nuovo devastante impianto di risalita che da Fedaja arrivi a Punta Rocca (quota 3250), ritorna a dimostrare la sua attenzione per la regina delle Dolomiti. Sempre con spirito innovatore. Vuole salvare dai cambiamenti climatici in atto quanto rimane del ghiacciaio. Un ghiacciaio che in cento anni ha perso quasi il 50% del suo volume e sembra destinato a sparire in altri brevi vent’anni.

Nel sostenere la sua proposta il consigliere si avvale di una interrogazione nella quale propone di realizzare sul ghiacciaio delle “barriere antivento”. A suo dire, queste barriere, fermando il vento, permetterebbero l’accumulo di neve sulle parti più esposte consolidando nel tempo il manto nevoso e arrivando anche ad una graduale ricomposizione del ghiacciaio. Si badi bene: l’’interrogazione non è stata presentata il primo di aprile.

Al consigliere ladino non interessa il lavoro svolto dalla Fondazione Dolomiti UNESCO nella riqualificazione del paesaggio in Marmolada, nel cercare di liberare la montagna da strutture abbandonate e obsolete. Da grande tecnico ed esperto delle alte quote cerca di imporre alla montagna altre reti, altri piloni, altre infrastrutture. Non c’è che dire: un uomo di montagna che dimostra di amare la sua montagna. Chissà, questa estate lo vedremo già all’opera munito di piccone, trapano, martello pneumatico e tirare lungo i crinali del Sass delle Dodici chilometri di reti frangivento. Il Consiglio provinciale non soffrirà la sua assenza. Per qualche mese nessun assessore dovrà più rispondere a certe profonde interrogazioni.