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Un CUS CUS indigesto

Una serie di irregolarità ha portato al commissariamento del Centro Universitario Sportivo, che ormai sembra essere ai ferri corti con l’università

Valentina Lovato

Ad oggi, il CUS (Centro Universitario Sportivo) di Trento risulta essere un ente commissariato, condizione in cui si trova dal 16 ottobre 2015, quando la giunta esecutiva del CUSI ha deliberato di “disporre il commissariamento del CUS Trento per irregolare funzionamento degli organi sociali, [...], e di nominare commissari straordinari del CUS Trento il vice presidente del CUSI, ing. Eugenio Meschi e il prof. Riccardo Salomone dell’Università di Trento”.

Le irregolarità che hanno portato a questa decisione non sono emerse in seguito a un’indagine del CUSI, né da una verifica da esso disposta. La denuncia del malfunzionamento è arrivata proprio dall’interno di uno degli organi sociali dell’ente, ovvero l’assemblea dei soci, lo stesso in cui poi si sono riscontrate le violazioni.

Per fare parte dell’assemblea dei soci, che va poi a eleggere il presidente, il consiglio direttivo e i revisori dei conti, è necessario disporre di due requisiti fondamentali: essere, o essere stati, iscritti all’Università di Trento, e praticare da almeno un anno attività sportiva con il CUS, cioè essere tesserati. A seconda dello status di studente o ex studente, si diventa rispettivamente membro effettivo o anziano; entrambi “godono degli stessi diritti, sono soggetti agli stessi obblighi e partecipano, con identiche modalità, all’attività espletata dal CUS Trento” (articolo 7.1 dello statuto del CUS).

Era consuetudine, negli ultimi anni, che l’assemblea fosse composta in larga maggioranza da soci anziani, situazione di per sé non irregolare, ma sicuramente anomala: un ente che lavora esclusivamente in funzione di un target ben preciso (gli studenti) non ne ospita al suo interno quasi nessun rappresentante. Le cause della poca partecipazione da parte degli studenti possono essere molteplici, non ultima sicuramente la scarsa conoscenza della possibilità di entrare effettivamente a far parte degli organi decisionali.

Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, alcuni studenti hanno avanzato la richiesta ottenendo lo status di soci; il loro numero è aumentato tanto da “minacciare” la consueta maggioranza che, in un certo senso, assicurava ai soci anziani di mantenere, anno dopo anno, la propria posizione all’interno del consiglio direttivo. A questo punto, stando a quanto riportato dai ricorrenti, è avvenuto un ulteriore flusso, anomalo, di richieste di ingresso in Assemblea; anomalia data dal fatto che i richiedenti sono stati ammessi pur non avendo i requisiti necessari: erano universitari appena immatricolati a cui mancava, evidentemente, l’anno di attività sportiva presso il CUS previsto dal regolamento come requisito fondamentale. I ricorrenti, inoltre, hanno riscontrato altre irregolarità: ad esempio, nel pagamento delle quote sociali necessarie per partecipare legittimamente con diritto di voto all’Assemblea.

Qualora queste irregolarità dovessero venire confermate dal controllo dei commissari, ci si dovrebbe chiedere perché siano state piegate (o violate) le regole stabilite dallo statuto e il motivo, quindi, di tanta ostinazione nel tentare di conservare delle nomine che sono a titolo volontaristico e quindi non retribuite.

Per la primavera del 2015 vengono fissate le nuove elezioni per il ruolo di presidente; ma prima che queste avvengano, alcuni soci iniziano a chiedere spiegazioni rispetto alle anomalie riscontrate nell’ammissione dei nuovi soci in Assemblea. Lo stesso Rettore Collini ci confida di aver suggerito, in una mail indirizzata al presidente Tasin, di posticipare le elezioni per cercare di fare luce sulle presunte irregolarità e procedere a una votazione più serena; ma entrambe le richieste vengono ignorate.

Una decina di soci decide quindi di richiedere un intervento appellandosi alla dirigenza dell’organo nazionale; il Rettore in prima persona sostiene fortemente questo ricorso, e in seguito a un incontro con il presidente del CUSI Lentini, concorda la nomina di due commissari.

La situazione attuale

Dalla metà di ottobre al presidente Tasin si sono quindi sostituiti i commissari Meschi e Salomone, che si stanno occupando di controllare bilancio, fatture e libro soci. Per quanto riguarda invece la gestione amministrativa, il direttore Alessandro Pontalti ha rifiutato di rilasciare qualsiasi tipo di dichiarazione, dicendosi in attesa ulteriori sviluppi; da parte sua non è giunto nessun commento sul commissariamento, ma si è detto invece propensoV a discutere delle attività di successo del CUS, come le Facoltiadi (che si svolgeranno, nella trepidante attesa di centinaia di studenti, il 10 e l’11 giugno).

Il rettore Collini, invece, pur riconoscendo i buoni risultati raggiunti da alcune attività, è convinto che, una volta terminato il lavoro dei commissari, sarà necessario un radicale cambio di direzione: non solo nella composizione dell’assemblea, che dovrebbe accogliere sì più studenti (che spesso, però, rimangono attivi per un tempo limitato alla frequenza universitaria), ma anche personale amministrativo dell’università, in modo da dare “una continuità agli intenti dell’ente e rinnovarne la compagine sociale”; ma soprattutto per quanto riguarda la gestione stessa, troppo incline, finora, ad “accomodarsi nel sostegno finanziario, sproporzionato, fornito dall’università. Rispetto ad altri CUS in Italia, che con spirito d’iniziativa hanno costruito impianti e proposto nuove iniziative, a Trento manca una visione che sia anche strategica dello sport”.

È sicuramente auspicabile che d’ora in poi il CUS e l’università imparino a operare di concerto, in modo tale che l’ente possa diventare, condividendo l’idea di Collini, “il luogo dello sport dell’intera comunità”. Ma per far questo è necessario che la dirigenza in primis abbia l’onestà e la lungimiranza di mettere in discussione il proprio modus operandi degli ultimi anni, così da mettere in atto un cambiamento che porti al primo posto l’interesse degli utenti.

Da dove viene il CUS?

Il CUS Trento (Centro Universitario Sportivo) è un’associazione, fondata nel 1968, che si occupa della promozione e dell’organizzazione di eventi e attività sportive dedicati agli studenti, lavorando a fianco dell’università. Quella di Trento è una delle 48 sedi presenti in Italia, che fanno capo al CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano), nato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale in sostituzione dei GUF (Gruppi Universitari Fascisti). Qualche anno dopo viene fondata una federazione internazionale di studenti universitari (FISU, di cui l’Italia è membro fondatore), che progressivamente raccoglie le adesioni delle università di tutto il mondo e che permette agli studenti, in occasione delle Universiadi, di gareggiare con i propri coetanei provenienti dai cinque continenti.

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