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Farmacisti obiettori

Alessandro Giacomini

Leggo sul Trentino del 3 giugno: “[La farmacista] prima le ha chiesto la ricetta medica, poi un documento d’identità e alla fine ‘si è allontanata perché non voleva darmi la pillola del giorno dopo’. Lo dice Susanna Mandice, una donna di 38 anni, che attraverso Facebook ha voluto raccontare quanto le è successo in una farmacia di Rovereto. Un episodio surreale con un obiettivo preciso: impedire alle donne maggiorenni di poter ottenere quello che spetta loro su semplice richiesta senza bisogno di ricetta medica e senza chiedere documenti. ‘Quelli assunti dalla farmacista - tiene a precisare Susanna Mandice - sono comportamenti che ledono la dignità delle donne’. La donna, che ha 38 anni (e quindi non può essere scambiata per una minorenne) si era presentata in farmacia per chiedere Norlevo, la cosiddetta pillola del giorno dopo”.

Ma se il diritto ad un farmaco ad uso femminile nella farmacia di Rovereto è precluso, quanto possono essere onerose le conseguenze post mediatiche a livello comportamentale, nel tessuto culturale e sociale trentino? Il tentativo fuorilegge di obiezione di coscienza nei confronti di una donna quasi quarantenne, che la stessa ha voluto rendere pubblico con tanto di nome e cognome, pone varie problematiche:

La prima, ovvia, è giuridica: non è possibile astenersi per motivi di legge e quindi va denunciato il fatto presso la Procura.

La seconda è di educazione: se il farmacista si avvale di un diritto di obiezione di coscienza che non ha, al contempo offende l’interlocutore come se lo stesso fosse senza coscienza.

La terza è culturale, ed è legata al femminicidio: determinati comportamenti sono attacchi mirati per far sentire le donne colpevoli di una condotta non canonica che il più delle volte sono legati ai dettami religiosi. Tutto questo è la base di una società che si impregna di una visione distorta della donna, causando in casi estremi episodi da cronaca nera.

Forse alla farmacia in questione sfugge il decalogo del prontuario farmaceutico, il quale non segue i dettami biblici, dall’antico testamento, vedi Giudici 19, 25-29: “Allora l’uomo prese la sua concubina e la condusse fuori da loro; essi abusarono di lei tutta la notte fin al mattino. Come giunse a casa afferrò un coltello prese la sua concubina e la tagliò membro per membro”.

Quindi, cari clienti della farmacia, se in voi prevale l’indignazione e volete stare alle indicazioni evangeliche tanto care ai responsabili della farmacia, seguite il consiglio di Matteo: “Occhio per occhio e dente per dente”, e obiettate l’obiettore.

Commenti (2)

LA CARNEADE FARMACIA ALESSANDRO GIACOMINI

Prima di poter rendere pubblico il nome della carneade farmacia , attivo il mio legale di riferimento.
Se possibile, sarà mia premura evidenziare la farmacia di Rovereto.
A presto .
Alessandro Giacomini.

Nome e Cognome Rovereto

Pretendiamo il nome della farmacia.
Vogliamo obiettare la farmacia.
Ora nome e cognome.
Grazie
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