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Trento Fiere, l’agonia

Si sono susseguiti sempre più flebili i sussurri sulla nuova localizzazione di Trento Fiere. La società, che gestisce i Mercatini di Natale ma anche Fa’ la Cosa Giusta e molteplici eventi fieristici nel capoluogo, è stata, come noto, sfrattata, dallo stesso Comune. Si tratta della solita partita del quartiere Le Albere, di cui peraltro parliamo approfonditamente nella cover story e nel libretto allegato a questo numero. In sintesi: per alleviare la speculazione edilizia di ISA e soci, si è a suo tempo deciso di spostare la biblioteca universitaria nella parte sud del quartiere; e poi, per rendere meno cervellotica la scelta, si è pensato di espandere l’area universitaria all’ex ortofrutticola, oggi occupata da Trento Fiere, con una nuova mensa, sale studio ecc. Tutte cose che si sarebbero potute realizzare altrove; ma avvicinando l’Ateneo alle Albere si spera anche di far vendere finalmente qualche appartamento.

A farne le spese però è Trento Fiere. Che alcune iniziative come i Mercatini o la Fiera dell’Agricoltura le localizza soprattutto nelle vie e piazze del centro; ma altre, come Idee Sposi, Donna Primavera, Fa la Cosa Giusta ecc, si svolgono nei capannoni espositivi di via Briamasco. Per quest’anno. E nel 2017? Boh…

Si sono susseguite le proposte, i progetti – costosi e a lunga scadenza. In sostanza non si sa. Anzi, è facile prevedere che per Trento Fiere è iniziata l’agonia. Il presidente Battista Polonioli, visto l’andazzo, se ne è andato sbattendo la porta. Non è importato niente a nessuno: Trento Fiere è stata incorporata in Patrimonio del Trentino, nuovo amministratore unico è il presidente di Patrimonio Claudio Alì in tutt’altre faccende affaccendato (per esempio, presentare demenziali progetti come il resort di lusso alle Caserme delle Viote vedi “Il ‘lusso’ alle Viote? Un costoso naufragio” su QT n°10 del 2015; o una torre da quindici piani all’ex-Dogana, vedi “I soldi sono pochi: sprechiamoli!” su QT dello scorso aprile). Gli organizzatori degli eventi non sanno più che dire agli espositori, che molto probabilmente il prossimo anno andranno altrove.

Insomma, tra l’indifferenza del sindaco (che quando è contenta ISA si sente la coscienza a posto) e della politica, e la distrazione della pubblica opinione, Trento sta stupidamente mandando a quel paese un consolidato polo di attrazione.