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Ma quali ecomostri!

Luigi Francesco Traverso

Ho letto qualche giorno fa che verranno eliminate quattro “brutture”, quattro “ecomostri”. Vero? Falso? Questione di punti di vista.

Se qualche bruttura è stata costruita, non è che è diventata brutta con il tempo: brutta era e brutta rimane.

Definire poi bruttura l’ex asilo di San Martino che ha solo la colpa di essere stato costruito secondo un’architettura del suo tempo, non mi sembra giusto. Come si può definire ecomostro una costruzione ad un piano che ha ospitato per anni bambini sicuramente senza il rischio di farli cadere dalle scale? Che sia stato abbandonato e trascurato, non c’è ombra di dubbio. In troppi sono stati presi dalla foga di costruire veri “ecomostri” per abbandonare immobili garbati e poco incombenti.

Già che ci siamo vendiamo anche l’ex Ostello che è di fronte all’asilo e andiamo a cementificare da qualche altra parte.

Definire ecomostro la “Casa nave” di via Pio X mi sembra ingrato. Che cosa ha di brutto rispetto alle costruzioni che la circondano? Forse ha un giardino che le altre non hanno? Forse è solamente alta quattro piani rispetto ai palazzi gemelli di via Veneto che di piani ne hanno sette? Forse ha meno amianto delle torri di Madonna Bianca?

Ma che strano voler abbattere la “Casa nave”! Qualcuno ricorda da quanto tempo hanno rifatto totalmente il tetto per poi non utilizzare l’immobile? Saranno una dozzina d’anni che con i soldi pubblici hanno fatto i lavori e adesso abbattono il mostro, intanto i soldi sono di tutti! Perché non si approfondisce?

L’ex centro civico di San Donà, probabilmente, sarà entrato nell’occhio del ciclone ed avrà guadagnato l’appellativo di “ecomostro” per poterlo abbattere e magari fare qualche altra speculazione?

Non entro nel merito dell’ex Frizzera, la definirei un’operazione immobiliare mordi e fuggi, autorizzata ed approvata da pubblici amministratori che evidentemente la ritenevano idonea ed adeguata. Certo che averla parzialmente cannibalizzata e lasciata in quello stato non è un bel biglietto da visita per la città, e non è il solo.

Ricordo la via crucis della Palazzina Liberty di piazza Dante che ha rischiato di brutto!

Non vorrei che con la scusa degli ecomostri si abbandonassero immobili “storici” per poi metterli in sicurezza ed abbatterli cancellando una parte della storia cittadina.

A Madonna Bianca si parla di riqualificazione; ma quella tipologia costruttiva è tipicamente trentina?

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