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Referendum: io voterò No

lucele77@libero.it

Vorrei rispondere alla lettera del signor Raspadori, nella quale indicava i motivi per cui voterà Sì al prossimo referendum costituzionale. Non mi interessa qui motivare perchè io sono per il No, quanto provare a correggere qualche sua affermazione.

Renzi e la Boschi non hanno proposto l’Italicum prima e la riforma costituzionale poi (legati a doppio filo) al fine di ridurre il numero dei senatori per produrre risparmi. Fosse così, bastava semplicemente eliminare il Senato totalmente e non lasciare il pastrocchio di ruoli e competenze come previsto dalle nuove norme del Senato stesso. L’intento di Renzi era quello di ottenere pieni poteri (con il premio di maggioranza, che inizialmente era ancora più rilevante e con le soglie di sbarramento a livelli record per i partiti minori) immaginando che il PD perpetuasse i successi elettorali delle europee.

Ora che la strana coppia si è accorta che forse i 5 Stelle potrebbero essere loro a far man bassa di voti stanno subito pensando a possibili modifiche alla legge elettorale, cosa esclusa con forza fino a prima delle ultime elezioni regionali. Ovviamente questo cambiamento viene venduto da Renzi come apertura alle istanze delle minoranze PD, le stesse più volte indicate come inutili ostacoli dal nostro presidente. E c’è perfino qualcuno che gli crede...

Quanto al merito dei parlamentari che avrebbero votato l’Italicum contro i propri interessi (perderebbero “posti di lavoro” possibili in futuro), forse Raspadori dimentica che la legge è passata con il voto di fiducia e se i nostri rappresentanti avessero votato contro il governo probabilmente sarebbe caduto e loro avrebbero perso lo scranno.

Quindi, caro Raspadori, voti pure Sì al prossimo referendum e ci porti in un sistema di governo elitario e autoreferenziale (non ho usato il termine dittatura, perchè sarebbe esagerato, ma renderebbe meglio l’idea), ma eviti elogi a falsi idealisti e ci risparmi l’idea che le riforme previste rendano più moderne le istituzioni.

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