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L’arroganza del potere

Kamber Mazllami, Walter Ferrari

Sabato 23 luglio abbiamo presenziato allo spettacolo “Voci di pietre-Ritmi e suoni di pietra d’acqua e di vento” rappresentato nel suggestivo teatro di una cava di porfido di Fornace. Prima dell’inizio, in modo garbato, abbiamo distribuito ai presenti un volantino che riproduceva il comunicato 23 del CLP. In esso si dava conto della contrarietà dei lavoratori all’apertura della trattativa per il rinnovo contrattuale, così come espressa nell’assemblea di Albiano, mettendo in risalto il poco rispetto per la volontà degli stessi da parte dei rappresentanti sindacali.

Mentre il prof. Guglielmo Pinna, organizzatore e direttore dell’evento, non ha manifestato alcuna contrarietà verso la nostra iniziativa, il Sindaco di Fornace Mauro Stenico ci ha subito dimostrato la sua “simpatia”. Quando uno degli scriventi gli ha porto il volantino egli ha affermato: “Piuttosto che prendere il vostro volantino, preferisco farmi fucilare!” Nello stesso momento il padre del Sindaco, noto imprenditore del porfido, aveva a sua volta esclamato: “Quel cretino!” all’indirizzo dell’altro rappresentante del Coordinamento Lavoratori Porfido (CLP).

Non ci aspettavamo però, da parte del Sindaco di Fornace, l’arrogante aggressione verbale di cui si è reso protagonista alla fine dello spettacolo. Mentre infatti uno degli scriventi che aveva scambiato due parole con gli artisti e con il professor Pinna lo incrociava, ne è nato un dialogo surreale che merita di essere riportato quale epilogo, sicuramente fuori luogo, dell’evento.

Al saluto del “cretino” (come lo aveva definito poco prima Marco Stenico), infatti, il Sindaco-filosofo rispondeva: “Arrivederci”, aggiungendo dopo una breve pausa: “Mai più”. Il “cretino” rispondeva a sua volta che “solo se si muore non ci si rivede” e a quel punto Stenico, indicando il cielo con un dito con fare da predicatore, rispose che “anche da morti ci s’incontra lassù al cospetto del creatore per sottoporsi al suo giudizio!”. Il “cretino” lo ha però invitato ad attenersi alle cose terrene e allora il Sindaco si è accalorato affermando: “Ce l’ho con voi perché mi avete attaccato senza conoscermi, etc…”. A stento il “cretino” è riuscito a fargli presente che “se qualcuno viene criticato per quello che scrive e fa e non per la sua faccia, non è necessaria alcuna conoscenza personale; d’altronde un laureato in filosofia queste cose dovrebbe saperle”. A quel punto il Sindaco di Fornace si è lasciato andare ad uno sproloquio incontenibile, intimando al suo interlocutore: “Non sporcare con la tua bocca la parola filosofia, perché tu non hai la minima idea di che cosa sia!

A porre fine alla discussione è allora intervenuto il padre del Sindaco, Marco Stenico, che ha invitato il figlio a non parlare con “questa gente di bassissimo livello”. Al “cretino” non è rimasto altro da fare se non prendere atto ad alta voce che i piedi di Marco Stenico non poggiavano sulla stessa polvere di cava dei suoi, ma bensì galleggiavano nell’aria a venti centimetri dal suolo.

Il comportamento del Sindaco di Fornace tradisce il fatto che egli rappresenta ben precisi interessi e non quelli generali della comunità che è stato chiamato ad amministrare; se così non fosse, non sarebbe così infastidito dal fatto che qualcuno si faccia portavoce delle esigenze dei lavoratori del porfido.

Kamber Mazllami, Walter Ferrari (Coordinamento Lavoro Porfido)

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