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Fezzi for President

Il movimento cooperativo sta andando verso un’elezione, presumibilmente a larga maggioranza, di Mauro Fezzi, presidente degli Allevatori, a capo della Federazione. Dopo il disastro degli anni di Schelfi, il vergognoso nulla dell’anno di Fracalossi, le coop si sono trovate di fronte alla realtà, sempre sussurrata e mai affrontata: un movimento ossificato da una burocrazia autoreferenziale, non va da nessuna parte in un’epoca di grandi trasformazioni.

Mauro Fezzi

Così anche i boss, asserragliati nel Cda della Federazione, per non essere cacciati a pedate hanno dovuto accettare robusti compromessi: un nuovo presidente che aveva chiesto la loro destituzione (ma ora non lo fa più) e un nuovo Statuto che dovrebbe – in base al documento preliminare concordato con gli oppositori – limitarne di brutto il potere, trasferendolo (sarebbe meglio dire: facendolo tornare) alle cooperative di primo grado.

In questo quadro la candidatura Fezzi non sembra avere più rivali. L’alternativa proposta dalle Coop del Basso Sarca (il senatore Claudio Molinari) è evaporata. Il dissenso dei più radicali tra gli oppositori, contrari al compromesso con i boss, non si è concretizzato in candidature alternative.

Mauro Fezzi quindi sta veleggiando tranquillo verso l’elezione all’assemblea del 14 ottobre. Detto questo, la sua si configura come una Presidenza di transizione più che di svolta, per di più dalla durata limitata, solo un anno e mezzo. Durante il quale dovrà individuare il nuovo direttore dopo le improvvise dimissioni di Carlo Dellasega: scelta non facilissima, la Federazione è un’azienda da 20 anni senza direttore (Dellasega era in realtà il mero segretario di Schelfi, e prima di lui Dalla Zuanna il segretario di Angeli, il che la dice lunga sulla managerialità con cui è stato gestito l’organismo) che con la riforma del credito si avvia a perdere una parte cospicua delle proprie entrate (5-7 milioni nel giro di tre anni) e che quindi deve, giocoforza, dimagrire, ossia ridurre l’ipertrofica struttura.

Il tema vero, comunque, rimane non la gestione, ma la svolta. E quindi i lavori della Commissione Statuto, che il 14 ottobre verrà eletta dall’Assemblea. Probabilmente quella sarà la vera decisione della giornata, anche se è probabile che si arrivi con nominativi preconcordati, si spera non esaustivi.