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Culi di pietra per sempre

Roberto De Laurentis

Diciamolo francamente: Roberto De Laurentis, presidente degli Artigiani, ci è simpatico. Nonostante le sue idee (decisamente di destra, è stato anche esponente di An) e la sua visione della società, di cui abbiamo già parlato: “Una società fatta di produttori (il mondo del privato) e parassiti (quello del pubblico). A sua volta il privato è diviso in privato vero (il privato privato) e assistito (le cooperative). Il privato privato poi va suddiviso in aziende autosufficienti (gli artigiani) e sovvenzionate (l’industria). Infine - questo non lo dice, ma lo pratica - anche gli artigiani si dividono, in buoni (quelli che seguono lui) e cattivi (quelli che non lo seguono).”

Come si vede, una visione manichea, in cui, a forza di separare i buoni dai cattivi, rimane un solo buono: Roberto De Laurentis. Eppure nell’ovattato mondo della politica trentina, De Laurentis non ha poi avuto un impatto così negativo: la sua irruenza, passione, energia hanno rappresentato un refolo di aria nuova rispetto alle ipocrisie post-democristiane.

Ora però l’asino è cascato: di fronte alla scadenza della sua presidenza (dopo due mandati di 4 anni, quindi dopo 8 anni totali) De Laurentis lavora per abolire il tetto statutario dei due mandati, e per averne un terzo, e magari un quarto. Come gli altri culi di pietra, gli immarcescibili burocrati post-democristiani: insomma il rivoluzionario De Laurentis si è ridotto a fare il Diego Schelfi: attaccato alla poltrona oltre ogni ragionevolezza. E come il Diego anche il Roberto, mentre a muso duro presenta modifiche statutarie per abolire il tetto dei mandati, proclama che non lo fa per sé, figurarsi, ma per dare questa teorica possibilità all’associazione. Poi, beninteso, lo fa alla sua maniera, prospettando la necessità di “leader full time” dalle caratteristiche simil-mussoliniane “classe dirigente che sappia fare politica vera… temeraria nella guida della collettività…” lanciandosi in citazioni superomistiche, se non di Benito, di Charles De Gaulle.

Ne è nato uno scontro che sta terremotando l’Associazione degli Artigiani. Ai quali raccomandiamo una cosa: guardate cosa è successo alla Federazione delle Coop con la riproposizione ad oltranza di Diego Schelfi.

E a De Laurentis ci sentiamo di dire: ma dovevi finirli così i tuoi otto anni?

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