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Eterologa: il Trentino viola la Costituzione

Comitato Laici Trentini per i Diritti Civili

Nel giorno dedicato alla fertilità occorre anche mostrare il lato oscuro dell’attuale Governo trentino. Nel 2014 la Corte Costituzionale ha riconosciuto che il ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA) di tipo eterologo, ovvero con donazione di gameti, è un diritto garantito dalla Carta repubblicana. Un altro assurdo divieto della legge n. 40/2004 veniva meno. Le Regioni italiane si sono subito messe all’opera per consentire ai propri cittadini di poter divenire genitori anche nei casi più difficili. Così anche la Lombardia, la quale però lasciava l’intero costo sulle spalle delle coppie. Nel luglio scorso il Consiglio di Stato ha riconosciuto l’illegittimità della decisione lombarda. Se è un diritto fondamentale, esso va garantito dalla sanità pubblica.

Qual è la posizione del Trentino? L’ostilità trentina verso l’eterologa è un caso unico a livello nazionale. Ancora oggi le coppie trentine devono recarsi all’estero. Se vanno in una regione in cui l’eterologa è già una realtà da tempo, devono sopportarne i costi. Altra regione o estero, il Trentino non copre e non rimborsa nulla, nemmeno ciò che già si offre alle coppie che ricorrono all’omologa: farmaci, visite di controllo e monitoraggi. Giungiamo all’assurdo che, se qualcuno oggi in Trentino volesse genuinamente donare sperma o ovociti, di cui c’è un gran bisogno a livello internazionale e per i quali vi è un rischio di sfruttamento, non solo non potrebbe farlo, ma dovrebbe farsi carico dei costi di controllo, prelievo e crioconservazione.

Ne abbiamo parlato a un convegno ad Arco, e dei vertici dell’Azienda sanitaria o dell’Assessorato non si è visto nessuno. È ora di portare come associazioni questa Giunta davanti alla giustizia amministrativa, come è avvenuto per la Lombardia. La Costituzione non può essere violata nemmeno un giorno.

Come Comitato Laici Trentini per i diritti civili siamo contenti di aiutare, consapevoli della riservatezza e delle difficoltà di tali situazioni, chiunque intenda rivendicare il diritto a non dover ancora emigrare.

Secondo le prime riflessioni giuridiche condotte all’interno del Comitato, le coppie possono chiedere alla Provincia i danni per gli ingenti costi affrontati negli ultimi anni o nei quali ancora incorrono per la persistente violazione della Costituzione da parte dell’attuale governo del centrosinistra autonomista. Come Comitato pensiamo ad azioni coordinate per garantire alle coppie i risarcimenti che loro spettano. Invitiamo chi è interessato a contattarci.

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