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Lettere matrimoniali

Un epistolario molto speciale. Claudio Lolli,. Milano, Laurana Editore, 2016, pp. 232, € 15.

Antonio Marchi

È un libro spiazzante, pagina dopo pagina. Un intreccio di storie che partono da un rapporto epistolare (vero? Finto? Ma importa realmente questo?) con la moglie, ma che diventano alla fine la chiusura e il compimento di un discorso (anche) generazionale. Il privato, il pubblico, la politica, l’amore: antiche dicotomie che si saldano negli anni della maturità. E sullo sfondo il ricordo della giovinezza che c’è stata e il sogno della Rivoluzione sognata. Nulla viene rinnegato, tutto si tiene

Lettere matrimoniali”, uscito in una prima edizione subito scomparsa dalle librerie per i capricciosi percorsi che attraversano il mondo del libro, viene adesso restituito al lettore in una nuova edizione da Laurana Editore.

Claudio Lolli

Claudio Lolli, poeta, musicista, scrittore, è stato il cantore dei sogni di una generazione e di una gioventù ribelle. E può spiazzare oggi un libro che potrebbe – a una prima lettura – sembrare sposare una dimensione intimistica. Così non è. Il cantautore che ha fatto sognare con le parole e il suono struggente del sax di “Ho visto anche degli zingari felici” (di cui proprio quest’anno ricorre il quarantennale), ci regala un pezzo di anima.

In un mondo di storie senza amore e di amori senza storia, questo è un libro sull’amore nella nostra storia. Luminosi e oscuri sono i racconti di Claudio Lolli contenuti in “Lettere matrimoniali”. Racconti in grado di emozionare il lettore.

Nonostante la finzione sia costruita su lettere indirizzate all’amata, queste lettere sembrano rivolte direttamente al lettore. Lo guardano dritto negli occhi, facendogli domande scomode e ricordandogli che è impossibile separare la gioia dal dolore, la commedia dalla tragedia, la vita dalla morte.

In una trama sottile di pensieri e ricordi di straordinaria delicatezza, con bagliori improvvisi di desiderio, questo libro d’amore prende per mano il lettore e lo accompagna negli ultimi quarant’anni della nostra storia.

Quel camminare col caleidoscopio per città, colline e campagne – e soprattutto dentro di noi – che già rendeva preziose le sue canzoni. Scorci nitidi di poesia, emozioni individuali e collettive, ribellione e memoria. Una generazione che si scambia uno sguardo e s’intende. Una generazione che vorrebbe intendersi con i figli e prenderli per mano.

Lettere matrimoniali” non è un libro, non è una raccolta di lettere, ma una’autentica ballata d’amore, schietta e sincera e, al tempo stesso, spiazzante e oscena. Una ballata su quella buffa cosa chiamata vita.

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