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Libero? Spudorato!

Il titolo di Libero del 10 febbraio dedicato alla sindaca Raggi (“Patata bollente”) ha giustamente suscitato unanime indignazione. Sta di fatto, però, che la versione cartacea di quel giornale, paragonata all’edizione online, ha una compostezza degna dell’Osservatore Romano. Nella scelta delle notizie, nei toni e nel lessico usato (e tralasciamo sintassi e punteggiatura), il sito liberoquotidiano.it è un unicum nel suo genere. Vediamo alcuni titoli comparsi sulla home page nella sola settimana dall’11 al 18 febbraio, cominciando proprio dalla vicenda Raggi: “Feltri e l’affare patata: una furia, ribalta tutti”. “Patata bollente e Grillo sbrocca”. “Patata Raggi mollata e affondata”. “Feltri umilia le verginelle 5 stelle”. “Patata, Di Maio a bomba e Feltri l’asfalta”. “Il cetriolo di Travaglio: così affonda Raggi e tutta la banda”...

Questa violenza verbale non è solo frutto del risentimento per le critiche ricevute: è la cifra stilistica con cui viene trattata ogni vicenda politica: “Salvini massacra Napolitano”. “A Massimo Cacciari il PD fa schifo”. “Matteoli seppellisce Fini”. “Il Papa insulta le vittime di Berlino”. “’Mi incazzo’: così la Santanchè demolisce il comunista”. “Altarini svelati. Diluvio di perizoma e donne nude: Boldrini, il suo passato oscuro”.

Si potrebbe pensare che tanta veemenza sia prodotta dall’impetuoso spirito militante con cui il quotidiano di Vittorio Feltri tratta gli avvenimenti politici; ma no, anche il gossip e lo sport sono raccontati con la stessa brutalità: “Spunta il video che disintegra Fiorella Mannoia”. “Alba Parietti disintegra Barbara D’Urso”. “Filippa Lagerback spietata: così brutalizza il suo uomo”. “De Filippi spietata, demolisce la Rai”. “Sgarbi brutalizza Totti al ristorante”. “Sgarbi epocale: asfalta Parietti-Cucciari”.

Uno dei punti di forza del sito è poi il sesso: da un lato una ricca scelta di video provenienti da tutto il mondo che mostrano capezzoli e fondoschiena di vip di varia rilevanza sfuggiti al controllo o volontariamente esibiti; dall’altro, le più diverse curiosità sul tema: “È superdotato, a Sanremo lo sanno tutti. Gabbani, spuntano le prove: là sotto ha misure extra large”. “Quello che nessuno vi vuole dire sul pene dei trans”. “Andrea Iannone lecca la mano di Belen Rodriguez”. “La bestia immonda gli azzanna il pene: dramma sul water, un’ora di lotta”. “La maestra di yoga si veste di bianco. Problema: ha il ciclo, esce il sangue” (con video).

Non poteva mancare, in conclusione, il capitolo delle bufale, o comunque di notizie che nei titoli di richiamo sulla home-page appaiono stupefacenti, per poi ridursi a poco o niente quando il navigatore curioso clicca e va a leggere la notizia per intero: “Il pianeta Terra sparirà (molto presto): la conferma scientifica nelle vongole”. “Hai questa Aspirina in casa? Buttala. Allarme”. “I cibi che possono avvelenarvi: pesce, frutta e verdura, ecco cosa rischiate”. “Asteroide sulla Terra, presto ci saranno altri cataclismi”.

Tralasciamo infine il prevedibile capitolo riguardante l’immigrazione; d’altronde sarebbe impossibile scovare espressioni più pesanti di quelle sopra citate.

Non è consolante il ritratto dell’umanità che esce da questo tipo di “informazione”: uomini brutali, vittimisti, guardoni, creduloni, sporcaccioni, e donne altrettanto violente e tendenzialmente ninfomani. Tutte persone che invece di criticare, offendere e magari insultare, “asfaltano”, “disintegrano”, “umiliano”, “brutalizzano”, “demoliscono”, “massacrano”.

Qui non si tratta di uno dei mille siti gestiti da privati con qualche disturbo mentale: è la vetrina online di un quotidiano nazionale; e se l’Ordine dei giornalisti non ha niente da obiettare a un tale modo di fare informazione, davvero non capiamo a cos’altro serva.

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