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L’arroganza del sindaco di Mori

Recentemente, sulla stampa locale il sindaco di Mori, la sua maggioranza e il Partito Democratico, approfittando delle intemperanze di uno sparuto gruppo di oppositori, hanno voluto apparire quali povere vittime di una reazione sconsiderata, nonostante, secondo loro, avessero operato scelte ponderate sulle alternative possibili per mettere in sicurezza l’abitato ed avessero ascoltati tutti prima di prendere la decisione del vallo tomo.

Per certo invece questa affermazione è palesemente non vera, perché sempre si è rifiutato il confronto e non si è fatta alcuna valutazione critica della soluzione proposta dai tecnici provinciali.

Di quanto questo intervento sia stato negativo, sotto il profilo ambientale, tradizionale, sociale ed economico, lo dimostra la grave distruzione operata, della quale si invia una panoramica, devastazione che poteva essere evitata lavorando in alto presso il fronte roccioso. Con l’aggravante del lavoro grossolano e lento, che prolunga nel tempo la situazione di pericolo.

Inoltre, non è saggio valutare come oro colato le proposte e le affermazioni dei tecnici provinciali, varie volte smentite e non attuate. Ciò è logico perché niente e nessuno è infallibile. Grave è poi, sotto il profilo scientifico, la testardaggine e l’arroganza.

Preoccupante infine è l’affermazione del sindaco, che, a proposito delle proposte alternative, afferma che esse possano essere state avanzate da qualche tecnico esterno nella speranza di un incarico, il che è al limite della querela; anche questa volta si usa la strategia della calunnia per difendere un caso non sostenibile.

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