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Lunga vita al castello di Pergine!

Gli attuali proprietari vendono e un comitato di cittadini si propone di acquistarlo per proseguire l'attività - alberghiera e culturale. Ma servono tanti soldi...

Elena Campolongo, Irene Bonvicini

Il castello di Pergine, dopo infiniti cambi di proprietà susseguitisi nell’arco di un millennio (fra gli altri, i duchi d’Austria e il Principe-Vescovo di Trento), agli inizi del Novecento venne acquistato da una società tedesca, che ne attuò l’ennesima ristrutturazione con l’intento di farne un albergo-ristorante; nel 1920 passò in mano al Comune, che lo destinò via via a diverse funzioni e nel 1956 lo vendette a Mario Oss, cittadino svizzero oriundo di Pergine, che lo destinò nuovamente a ristorante e albergo.

Ma quando gli odierni gestori, Teo Schneider e Verena Neff, dopo 25 anni di attività hanno deciso di andare in pensione, i proprietari – gli eredi di Mario Oss – hanno annunciato la messa in vendita del castello, cosicché i perginesi, e non solo loro, avevano fondati motivi di preoccuparsi: una risorsa culturale e turistica fondamentale per la comunità rischiava di rimanere chiusa per chissà quanto tempo, o magari messa al centro di una qualche operazione puramente speculativa.

Poi la notizia di una possibile svolta, grazie ad un progetto originale quanto azzardato che fa sperare in un lieto fine.

L’iniziativa nasce da due gruppi che, lavorando su obbiettivi comuni, hanno dato origine ad un unico comitato, di cui Michele Andreaus, docente presso la Facoltà di Economia e Management di Trento, è il legale rappresentante. Lo scopo? Acquistare il castello di Pergine, permettendo così il proseguimento delle sue attività, sia alberghiere che come centro di iniziative culturali. Inoltre sentita è anche la necessità di salvaguardare i 20 posti di lavoro e di proseguire nelle azioni di restauro e manutenzione del castello.

Siamo sette sognatori – ha spiegato Andreaus - legati a questa comunità, che in una sera di inverno hanno deciso di provarci, non ad acquistare un Castello, ma a lavorare e stimolare quello spirito di appartenenza che anima la comunità perginese, il Trentino, e gli ospiti stranieri che non vogliono solo dare continuità a quanto fatto dalla famiglia Oss, ma cercare, se possibile, di fare meglio, mettendo assieme cultura, turismo, arte”.

L’immediato consenso popolare, manifestato attraverso una partecipata sottoscrizione, pone però solamente le basi per la nascita di una Fondazione, punto di partenza di questo ambizioso progetto. Ciò che contraddistingue l’operazione, oltre all’attaccamento al territorio e al desiderio di preservarne e promuoverne le bellezze, è lo spirito di servizio che anima i promotori della futura Fondazione, dove le cariche saranno a titolo gratuito e che opererà senza scopo di lucro.

Il castello da tempo ospita svariati eventi, soprattutto mostre e concerti (una dozzina quelli organizzati nello scorso anno fra marzo e novembre, periodo di apertura di Castel Pergine), che tengono unita la comunità perginese e sono apprezzati anche dai cittadini di tutta la provincia. L’albergo-ristorante inoltre, con la sua attenzione alla qualità e ai prodotti locali, è un’importante risorsa economica, in quanto attira una clientela anche internazionale.

Coinvolgendo aziende della filiera agro-alimentare trentina, l’auspicio è quello di mantenere il castello come immagine identitaria della valle e vetrina della qualità che il territorio è in grado di offrire.

Nonostante sia stata raggiunta un’intesa con gli eredi di Mario Oss, il più del lavoro è dunque ancora da fare: al momento la preoccupazione maggiore rimane ovviamente quella della raccolta dei fondi necessari: un milione di euro entro il mese di giugno.

Il legale rappresentante del comitato, Andreaus, spiega: “La raccolta fondi è iniziata solo a fine aprile e il raggiungimento degli obbiettivi è ancora lontano, ma siamo speranzosi, altrimenti non avremmo neppure iniziato. Secondo i nostri progetti, vorremmo affidare il ristorante-albergo ad una società commerciale, creata ad hoc che si impegnerà a devolvere i guadagni alla Fondazione, permettendone la continuità”.

Alcune istituzioni pubbliche e private, amici e istituti di credito hanno già concretamente manifestato il proprio sostegno, come pure alcuni visitatori stranieri del castello che, avendone apprezzato l’unicità, hanno deciso di partecipare al finanziamento. Anche se si riuscisse a raccogliere il milione nei tempi stabiliti, la strada sarebbe però tutt’altro che terminata: cospicua la somma che entro la fine del 2017 dovrebbe essere raggiunta, alcune voci parlano di 10 milioni. In caso contrario il comitato provvederà comunque a tutelare i benefattori: i loro prestiti infruttiferi saranno interamente restituiti.

Il processo di raccolta fondi e il successivo acquisto del castello sono documentati settimanalmente su www.comitatocastelpergine.it, in modo totalmente trasparente. Inoltre è stata creata anche una pagina Facebook per agevolare l’informazione.

Ci saranno infine dei momenti pubblici di presentazione e confronto, il primo probabilmente il prossimo 19 maggio con la cittadinanza di Pergine e successivamente con le istituzioni pubbliche (Provincia, Sovrintendenza, Comune e Comunità di Valle...) e private, in primis la Cassa Rurale Alta Valsugana. Sono stati anche aperti dei punti informativi: al teatro comunale e alla Cassa Rurale di Pergine.