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Passi dolomitici e traffico

Dopo anni di dibattito la montagna ha partorito il topolino: un giorno di chiusura la settimana nei due mesi estivi

La discesa verso passo Gardena

Dopo anni di attese e speranze dell’ambientalismo delle Dolomiti, tutto unito nel chiedere la chiusura parziale del traffico privato sui passi dolomitici, le Province di Trento e Bolzano hanno partorito il solito topolino.

Le associazioni alpinistiche e ambientaliste hanno sempre tenuto la barra della proposta molto alta: chiusura del traffico privato tutti i giorni dalle 10 alle 16, potenziamento del trasporto pubblico, agevolazioni nelle tariffe delle funivie, controllo severo sulla velocità e sulla rumorosità delle moto. Raggiungere in tempi brevi un simile obiettivo senza dubbio è velleitario, anche perché gestori dei rifugi ed esercenti dei passi hanno costituito un comitato disposto a tutto pur di impedire chiusure anche limitate nel tempo. Ma essere presi in giro dalle istituzioni è peggio che tergiversare.

Bisogna dire che le responsabilità più dirette del fallimento sono da imputarsi alla Regione Veneto: tramite l’assessore regionale Federico Caner è stato rifiutato qualsiasi confronto, al massimo c’era la disponibilità a discutere di pedaggi. Questo rifiuto tanto netto ha impedito l’avvio di una proposta razionale che coinvolgesse tutti e quattro i passi del giro del Sella. Trento e Bolzano, in autonomia, non potevano che discutere su una regolamentazione dei transiti su passo Sella.

Il tavolo di lavoro, superate le resistenze dell’amministrazione comunale di Canazei e Selva Valgardena, ha comunque rifiutato la presenza delle associazioni ambientaliste e alpinistiche. Dopo innumerevoli riunioni si è decisa l’ipotesi più minimalista. Si chiude il transito dalle 9 alle 16 per tutti i mercoledì dei mesi di luglio e agosto, per un totale di nove giornate. Si sono decisi controlli più severi sulla rumorosità e velocità dei motocicli, si impone il limite di velocità di 60 Km/h a tutti i veicoli. Ogni mercoledì a passo Sella si terrà un evento importante (stanziati 200.000 euro), o musicale o gastronomico. Si è deciso di potenziare il trasporto pubblico: ogni mezz’ora un autobus partirà da Plan de Gralba (SAD) e salirà al passo, mentre nel versante trentino un mezzo partirà da Canazei con identica cadenza grazie a Trentino trasporti.

Tenendo presente che lungo le due valli - Fassa e Gardena - il trasporto pubblico risulterà comunque potenziato, si tratta di un passo avanti nell’indurre ospiti e residenti a lasciare l’auto nel parcheggio dell’albergo o in paese.

Ad avviso degli ambientalisti non era difficile essere più coraggiosi e costruire una sperimentazione più efficace. Per cominciare, il mercoledì è la giornata con minore traffico su tutti i passi dolomitici, mentre si sono trascurati i fine settimana, giornate nelle quali centinaia di ciclisti vengono stretti ai margini dei tornanti, costretti a respirare i fumi dei camper, a subire il rombo sempre più arrogante dei motociclisti, a temere in continuazione per la loro incolumità. Visto che il Resort Sella, impresa privata dotata di ampi piazzali e quindi di spazi di manovra, ha rifiutato ai mezzi di linea la possibilità di girarsi, Trentino trasporti e SAD, invece di organizzarsi per fare la tratta completa Canazei-Plan de Gralba, hanno chiesto alle due Province di costruire una grande rotatoria su passo Sella. Una oscenità: mentre si lavora per liberare i passi dalle automobili, si cementificano e asfaltano ulteriormente le alte quote, devastando paesaggi già oggi bisognosi di interventi coraggiosi di riqualificazione. Questo è quanto le due Province autonome sono riuscite a strappare al consenso dei sindaci di Fassa e Val Gardena.

Passo Sella

Una nuova proposta: due giorni di chiusura la settimana.

La cultura alpinistica e ambientalista in Alto Adige ha provato a rilanciare per il 2018, pensando ad una proposta innovativa, che è già stata condivisa con gli assessori altoatesini Theiner e Mussner e che sarà prossimamente valutata in sede di Fondazione Dolomiti UNESCO. Si vengono a considerare esigenze diverse per offrire concretamente un vantaggio a tutti gli utenti della montagna, delle strade e delle valli.

Dagli studi di EURAC (Accademia Europea di Bolzano) si evince che il traffico sui passi arriva a picchi di 550 veicoli/ora e che il rumore supera quasi costantemente i 90 decibel. In questa situazione com’è possibile costruire una mentalità rispettosa dei luoghi e delle persone in un ambiente unico al mondo, senza penalizzare il mondo economico? L’ambientalismo si sofferma sulla necessità di una campagna di conoscenza e responsabilizzazione di forte intensità di tutti gli utenti ed esercenti, avendo come obiettivo il lancio di un marchio che caratterizzi il turismo di qualità. Del resto amministrazioni pubbliche coraggiose da tempo investono su questi obiettivi: vedasi Zermatt, in Svizzera, e recentemente Balme, in Piemonte, realtà che grazie alla limitazione del traffico a motore sono uniche e sempre più ambite. Le Dolomiti, all’interno di un progetto più articolato, possono riprendere obiettivi ambiziosi.

Si propone una regolamentazione selettiva a fasce orarie su tutte le strade dei Passi (Costalunga, Sella, Gardena) due giorni alla settimana (il venerdì e la domenica), dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, con accesso consentito agli autobus pubblici e privati e dalle 12 alle 14 permesso a tutti i veicoli leggeri; libero transito, infine, ai residenti, ai veicoli elettrici e alle biciclette. Questa idea innovativa permette agli escursionisti/arrampicatori di raggiungere le montagne prima delle 9, ai turisti che viaggiano in autobus (pubblici e privati) di spostarsi e raggiungere i punti di ristorazione nelle ore centrali della giornata, agli operatori turistici di migliorare la qualità della loro offerta, in un contesto più piacevole rispetto a quello attuale, e ai ciclisti di pedalare in condizioni di maggiore sicurezza. Motociclisti e automobilisti che si spostano tra le 12 e le 14 nel rispetto del Codice della strada, beneficiano dell’assenza dei mezzi pesanti e lenti. Auspicabilmente ciò permetterà di non vedere più colonne interminabili di traffico congestionato che si prolungano poi nei fondovalle.

L’intensificazione dei controlli stradali dovrà garantire una maggiore sicurezza e livelli di rumore nettamente inferiori all’attuale. Attuando questa misura, ci troveremmo coinvolti in una sperimentazione più diretta, probabilmente efficace, capace di mettere in rilievo pregi e limiti che sicuramente verranno a galla.

Ora è necessario condividere questa mediazione di alto profilo anche con le realtà venete, far comprendere a chi ancor oggi rifiuta ogni confronto la forza, la potenza di un messaggio internazionale che propone le Dolomiti come regno del silenzio, del rispetto, dell’accesso consapevole alle alte quote. Con un simile passaggio, assolutamente concreto, verrebbe ad acquisire maggiore credibilità l’intero operato della Fondazione Dolomiti UNESCO.

Per il 2017 si sarà ormai costretti a subire lo spot pubblicitario inventato da Mussner e Gilmozzi. Si tratta pur sempre di un piccolo passo avanti nel confronto con il recente passato. Si tenga anche presente che nel mese di luglio, per due domeniche, tutti i passi saranno chiusi al traffico grazie a due gare ciclistiche ormai tradizionali e capaci di attrarre sui vertiginosi tornanti migliaia di ciclisti, atleti famosi e amatori.

La consapevolezza del limite è ormai tracciata; si potrà renderla sempre più credibile, passo dopo passo, frenando il più possibile il turismo del mordi e fuggi per investire in quanti, sempre più numerosi, alla montagna chiedono autenticità e qualità.