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Soldi per le funivie. E per il Parco?

Francesco Borzaga

È un bello spettacolo vedere un cane che ci corre incontro agitando la coda; ma cosa penseremmo se al contrario fosse la coda ad agitare il cane? Resteremmo quanto meno perplessi. Non diversamente sta ora accadendo in quel di Campiglio, dove troveremmo la Società Funivie in piena espansione, mentre il Parco Naturale Adamello-Brenta, uno degli angoli più preziosi dell’intero arco alpino, langue nell’abbandono amministrativo e rischia di ridursi a specchietto per le allodole a beneficio di turisti ingenui.

Come informano i giornali, a Campiglio si è avuta un’estate record per gli impianti di risalita. Le funivie vantano “un risultato storico”, nonché un utile di 386.000 euro. Come si sa, l’appetito vien mangiando e così subito si parla di nuove piste e nuovi impianti.

C’è poi il problema di Folgarida-Marilleva, sepolte invece sotto una montagna di debiti per la disonestà e/o la dabbenaggine di alcuni amministratori. Anche qui occorre intervenire con un massiccio sostegno finanziario e prontamente sono chiamate in soccorso le Funivie di Campiglio con imponenti cifre messe a disposizione per il “rilancio”.

A fronte di un quadro così roseo, è misera la situazione del Parco, tuttora privo di un direttore ed evidentemente cera molle nelle mani degli amministratori. La brutta vicenda dell’allontanamento del dott. Roberto Zoanetti, presumibilmente giudicato poco docile, nonché le successive dimissioni del dott. Bortolamei che apertamente parla di “Parco in decomposizione”, dicono tutto. Le piste di Serodoli, così attrattive per i funiviari e i loro fans in quel di Pinzolo, hanno certo avuto a che fare in tutta questa faccenda.

La nostra classe politica e dirigente è brava a riempirsi la bocca con termini quali “ecologia” e “ambiente”; ma assai diverso è il discorso quando si scende nel concreto e le vicende gemelle di Campiglio e della Val di Sole parlano chiaro a tale proposito.

Madonna di Campiglio è ormai una informe conurbazione, un vero tempio del dio cemento. Ho potuto vedere, più con orrore che con sorpresa, gli spaventosi squarci operati nelle selve di Campiglio dalle nuove piste di sci. Mi spaventa la prospettiva, assai probabile, di una pronta ripresa del progetto “Serodoli”.

Quanto alla Val di Sole, è aberrante che si sia destinato un milione e più per finanziare i mondiali di mountain bike, manifestazione promozionale volta a riempire ogni angolo non solo della Val di Sole ma di tutto il Trentino, di pittoreschi sportivi, ai quali presumibilmente poco importa di ambiente e di paesaggio. Come al solito, si è privilegiata la quantità anziché la qualità dei visitatori. In tal modo si intasano con presenze antropiche aree montane che meglio sarebbe lasciare tranquille. Naturalmente anche il Parco dello Stelvio viene coinvolto nella costosa avventura.

Non pretendo dalle Funivie di Campiglio una sensibilità ecologica e ambientale che comunque mai hanno mostrato di possedere. Invece, in capo alla Provincia, stanno precisi doveri e responsabilità. È ora di fermarsi su di una china sbagliata e disastrosa. I bilanci in fiore possono a volte condurre fuori strada.

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