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Come si distorce una notizia

Walter Ferrari

Oggi si fa un gran parlare delle cosiddette fake news, tanto che quelle semplicemente manipolate passano quasi inosservate. Eppure, molto probabilmente, queste ultime sono forse più pericolose e fuorvianti delle prime, in quanto sono più difficili da smascherare e la parte oggettiva che esse contengono copre molto meglio il contenuto manipolato rispetto a una notizia inventata di sana pianta. Spesso tali manipolazioni supportano e veicolano opinioni del giornalista, opinioni che dovrebbero però essere riconoscibili come tali e non mascherate dietro fatti oggettivi artefatti.

In questa categoria rientra senz’altro l’articolo pubblicato dal Trentino mercoledì 11 ottobre titolato: “Dopo le minacce la solidarietà”, a firma di Giorgio Andreotti. In esso si dava notizia dell’incontro pubblico svoltosi a Miola il 9 ottobre per testimoniare la solidarietà e il sostegno al presidente ASUC, fatto recentemente bersaglio di pesanti minacce. Mentre la prima parte dell’articolo rende conto con obiettività dei fatti, la conclusione li distorce pesantemente, inducendo il lettore a conclusioni errate. In essa si afferma infatti che erano “presenti molte persone di Albiano e Lona-Lases, ma anche assenti molti pinaitri, forse per la presenza del Movimento 5 stelle che ha dato una connotazione politica alla riunione”.

Cominciamo dalla prima affermazione, tesa evidentemente a dimostrare che il sostegno a Massimo Sighel viene da fuori e non dalla sua comunità. Ebbene, in una sala affollata da un centinaio di persone quelle provenienti da Albiano e Lona-Lases erano ben 7! Così facendo si è mascherata la totale assenza degli amministratori comunali e consiglieri di maggioranza e, cosa ben più grave, l’assenza di ben 8 presidenti ASUC su 11 frazioni che condividono la proprietà dei tre lotti cava di San Mauro di cui Miola è capofila.

Per quanto riguarda poi la presenza del Movimento 5 stelle, era stato precisato in apertura dell’incontro che il Comitato Lavoratori Porfido si era incontrato per ben tre volte, fra 2014 e 2016, con tutti i capigruppo delle forze politiche provinciali, trovando attenzione e disponibilità soltanto da parte del consigliere Degasperi e dell’on. Fraccaro. Entrambi sono intervenuti perché invitati, così come erano stati pubblicamente invitati tutti coloro che volevano partecipare, fossero semplici cittadini, consiglieri comunali o provinciali. L’unica figura che ufficialmente compariva sui manifesti era il prof. Pietro Nervi, che appunto era stato espressamente invitato ad introdurre la serata, poi chiunque poteva intervenire portando la propria riflessione e testimonianza. In qualunque analoga occasione si sarebbe invitato l’onorevole o gli onorevoli eventualmente presenti al tavolo dei relatori e probabilmente se ci fosse stato qualche altro onorevole a “nobilitare” l’incontro, più simpatico al giornalista del Trentino, il suo intervento sarebbe stato messo in bella evidenza, mentre gli interventi di Degasperi e Fraccaro sono stati completamente ignorati.

Si è trattato di una cattiva lezione di giornalismo o di un riuscito esempio di manipolazione della notizia? Giudicate voi.

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