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Veleni reali e virtuali

In merito al caso dell’erbicida glifosato, la Commissione Ambiente dell’Europarlamento ha votato contro il rinnovo dell’uso del glifosato per altri 10 anni. Ora occorre attendere la decisione della Commissione allargata, ma certamente è significativo il fatto che 39 deputati di tutti i Paesi Ue abbiano votato a favore della risoluzione che chiede l’eliminazione del glifosato (a fronte di 9 contrari e 10 astenuti).

Alleghiamo in proposito il bel saggio del prof. Paolo Renner, teologo e decano della Facoltà di Filosofia e Teologia a Bressanone.

Comitato per il Diritto alla Salute - Valle di Non

“Mi raccomando: sbucciale, prima di mangiarle. Quest’anno ha piovuto tanto e i contadini hanno dovuto spruzzare il doppio del normale!” Così mi avvertiva un paio di anni or sono una cara amica della Val di Non nel donarmi una cassa di appetitose mele Golden.

Sul valore tossico di certi prodotti si discute da anni, soprattutto quando le conseguenze dannose sono ormai conclamate. Ricordate l’eternit, ricca di asbesto cancerogeno? In Cina ancora la usano per i tetti delle case popolari. E certi coloranti come l’E 123? O anche il metanolo che veniva messo nel vino pochi decenni or sono? Solo quando non è stato più possibile nasconderne gli effetti, si è finalmente arrivati a proibirne l’uso.

Negli ultimi anni è montata la polemica intorno agli anticrittogamici a base di glifosato, contro i quali si stanno ribellando sempre più contadini votati al biologico. Un caso esemplare è Malles, in Venosta, dove nel 2015 la popolazione ha optato in un apposito referendum contro i pesticidi.

Da allora non sono mancate misure intimidatorie, anche violente, come quella che la scorsa settimana ha portato alla devastazione del frutteto biologico di Ägidius Wellenzohn, proprio con un attacco a base di prodotti con glifosato. L’esito del referendum di Malles, con la presa di coscienza della stragrande maggioranza della popolazione, ha portato il regista Alexander Schiebel a dirigere il film “Il miracolo di Malles” e ad editare un libro su tale inconsueta ribellione della popolazione tirolese, di solito votata all’obbedienza e ad una certa rassegnazione.

Le tesi dei sostenitori di tale campagna contro i pesticidi sono state confortate anche dal parere dell’Umweltinstitut (Istituto per l’ambiente) di Monaco di Baviera: il glifosato non sarebbe dannoso solo per piante e animali, ma concorrerebbe anche all’insorgere di forme cancerogene per l’uomo.

In caso di dubbio, sarebbe meglio rinunciare a ciò che può rivelarsi pericoloso; invece i pesticidi con glifosato non solo vengono impiegati in modo massiccio, ma sono anche sostenuti in modo sistematico da quando è avvenuto il matrimonio della Bayer con la multinazionale Monsanto, da cui è nato il più grande polo chimico al mondo. Il peso mediatico di questa azienda sta condizionando i mercati e la politica.

Occorre che anche l’opinione pubblica sia informata e che i cittadini facciano pressione per vedere rappresentate a livello politico le proprie opinioni e speranze.

Invece che succede? A detta dei Verdi locali (notizia non smentita) l’assessore provinciale per l’agricoltura Arnold Schuler avrebbe denunciato l’Umweltinstitut e Alexander Schiebel per aver diffuso notizie tendenziose che alimentano allarmismo tra la popolazione e danneggiano l’agricoltura altoatesina.

Cosa possiamo fare noi semplici cittadini di fronte a questioni che sembrano più grandi di noi? Anzitutto mai rassegnarci al “tanto non cambia nulla!”

Gli abitanti di Malles non sono eroi, ma ci dimostrano che un cambiamento di mentalità e di prassi è possibile. Pure Papa Francesco ripete spesso: “Non voglio sentir dire: si è sempre fatto così!” È perciò importante offrire supporto ideologico, morale e materiale a quanti reclamano la libertà di coltivare in modi alternativi rispetto a quelli dominanti. È questa la linea benedetta dalla Chiesa locale, che in un’apposita decisione del recente Sinodo diocesano si è espressa a favore delle coltivazioni biologiche, speriamo anche sui propri terreni.

Occorre poi sostenere la ricerca imparziale circa la tossicità di certi prodotti, che non faccia prevalere i puri interessi economici. È poi anche opportuno comprare prodotti biologici, perché il costo maggiore certifica anche una maggiore qualità degli stessi. In ultimo: è di vitale urgenza rivedere tutto il proprio stile di vita e verificare la salubrità della propria alimentazione, perché resta sempre vero il detto degli antichi secondo il quale l’uomo è quello che mangia.

Paul Renner