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Desolandia

Nella capitale di Desolandia due vigili multano Adriana, che nella foga della discussione si fa sfuggire un’esclamazione oltraggiosa. In tali casi deprecabili è prassi comminare al reo un’ammenda di 250 euro, dopodiché la vita dei protagonisti torna a scorrere normale. Ma il capo dei vigili ha elaborato un raffinato marchingegno punitivo: se non vuoi che ti portiamo in tribunale a rispondere del tuo misfatto, devi pubblicare un video su Youtube in cui leggi un testo da noi predisposto. Il testo in questione consta di frasi edificanti tipo: “Esprimo profondo rincrescimento”, “Formulo le mie più sentite scuse”, “Rivolgo a tutti gli appartenenti al Corpo di Polizia apprezzamento per il lavoro quotidianamente svolto a favore della cittadinanza”.

Spingere un individuo a esporsi al pubblico ludibrio recitando un mea culpa prestampato costituiva pratica in voga in epoche passate, specialmente riservata alle streghe dalla santa Inquisizione, o ai dissidenti sotto Stalin... Recentemente anche l’Isis ne ha fatto buon uso. Ovviamente quelli erano autodafè con risvolti tragici, assenti nella vicenda di cui ci occupiamo. Vicenda che combina la pulsione ancestrale della gogna con i lati comici della barzelletta, propri di una capitale da barzelletta, di uno stato da barzelletta: Desolandia, appunto.

Il tutto avrebbe un po’ di senso etico se anche il capo dei vigili rilasciasse un video del seguente tenore: “Imploriamo perdono se nel capodanno del 2014 l’85% dei vigili destinati al servizio hanno finto di ammalarsi, infliggendo disagio ai cittadini”. Poi ci starebbe pure uno sketch dell’Ordine dei medici: “Con senso di vergogna ammettiamo che un cospicuo numero di nostri iscritti ha ignobilmente certificato malattie inesistenti”. E infine il Presidente di Desolandia: “Sono costernato che le istituzioni del paese che rappresento siano così scassate da non essere riuscite a sanzionare uno solo dei 600 vigili e dei 50 medici coinvolti nell’indegno episodio di assenteismo di massa”.

Della serie: se riteniamo civile riportare in auge le forche caudine, quale strumento di redenzione, nessun peccatore sia esentato dal passarci sotto.

NB. Coincidenze con fatti accaduti fuori dai confini di Desolandia sono del tutto casuali. Escludo ogni riferimento (a puro titolo di esempio) ai vigili di Roma, all’Ordine dei medici del Lazio, alla Repubblica italiana. Non vorrei finire su Youtube: “Sono pentito per il mio insolente articolo...”.

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