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L’ignoranza al governo?

Claudio Civettini

Finalmente anche la destra trentina si interessa di ambiente. Protagonista di una interrogazione sulla Fondazione Dolomiti UNESCO è il consigliere Claudio Civettini, il cui acume sembra però non raggiungere le vette delle quali parla. Al consigliere ha dato fastidio l’iniziativa della associazione “Bellunesi del Mondo” che ha stampato 30.000 cartoline rivendicando presso la RAI pari dignità nell’informazione. Le cartoline rappresentano delle montagne bellunesi, ma Civettini non lo sa e avendo letto solo il quotidiano locale che maliziosamente riportava la foto della Marmolada, ha preso tutto per oro colato.

In una sua interrogazione in Consiglio provinciale, ha così avanzato il sospetto che la Fondazione Dolomiti UNESCO venda il marchio. E ancora, la Fondazione eserciterebbe pressioni sulle Pubbliche Amministrazioni, minacciandole della cancellazione del territorio dal patrocinio UNESCO, pur di imporre vincoli.

Il Civettini, non avendo mai partecipato ad un incontro della Fondazione, non può sapere che il piano di gestione è stato approvato da tutti i territori dopo aver svolto ben 11 incontri partecipativi. Non sa che la Fondazione non può imporre alcun vincolo e che le regole di gestione dei territori sono quelle della pianificazione delle varie aree, Trentino compreso. E che la Fondazione non minaccia nessuno, anzi, lavora per includere il più possibile, con una pazienza che anche il mondo ambientalista riconosce.

Arrivando alla Marmolada, Civettini afferma che il Comitato scientifico della Fondazione è stato manipolato nel corso di un incontro pare segreto (solo lui ne è a conoscenza) con Mountain Wilderness. Nel quale si sarebbe discusso di cosa sia possibile fare in Marmolada e cosa no, con un ovvio riferimento al Comune di Canazei che spinge per stracciare definitivamente Punta Rocca. Sembra altamente improbabile che un Comitato scientifico si lasci gestire da una piccola associazione ambientalista o da altri soggetti ben più forti, e la dichiarazione suona dunque offensiva nei confronti delle personalità che lo compongono.

Il presidente nazionale di Mountain Wilderness, un trentino, certamente ringrazierà per il riconoscimento ricevuto.

C’è dell’altro. Sempre secondo Civettini i gruppi del Sassolungo, Sella e Boè sarebbero stati rimossi dal riconoscimento UNESCO per la presenza degli impianti. Civettini non sa che UNESCO ha chiesto agli amministratori di Trento, Bolzano, Veneto e Friuli che le aree inserite nel patrocinio facciano parte di zone protette, o ZSC e SIC; e quei tre gruppi montuosi, pur affascinanti, non rientrano in questa fattispecie. E del resto è stata la Provincia di Bolzano a voler escludere, fin dall’inizio, l’inserimento del Sassolungo.

Concludendo, è preoccupante per il Trentino quanto si prospetta con le elezioni a ottobre. Questa interrogazione, veramente minimale quanto a significato e contenuto, dimostra in che mani i cittadini trentini potrebbero ritrovarsi.