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Sepi 1, Sepi 2 o terza corsia?

Una battuta dell'assessore Zanoni riapre la storia infinita della bretella rotaliana. Tanto più che la "rapida" soluzione prescelta è ferma da un anno...

Ogni tanto, come un torrente carsico, riemerge la questione della viabilità nella piana Rotaliana.

Per riaprire la discussione può bastare una dichiarazione, magari dall'interessato, in questo caso l'assessore provinciale all'urbanistica Zanoni.

D'altra parte il problema esiste, non è risolto nemmeno sotto il profilo delle intenzioni e le giravolte degli amministratori provinciali non aiutano. L'ultimo polverone di parole ha raccolto la risposta decisa e simpaticamente allusiva del comitato anti-Sepi, che nei giorni scorsi, in groppa all'asinello di Babbo Natale, ha consegnato alla Giunta Provinciale 6.000 cartoline (e firme) di protesta. Cartoline e firme frutto di una efficace campagna pubblicitaria contro le decisioni provinciali ed a favore di una soluzione alternativa in galleria.

Ma cosa c'è di nuovo?

Alla fine di novembre l'assessore Zanoni ha dichiarato che una terza corsia dell 'autostrada potrebbe risolvere la questione del traffico nella piana Rotaliana. D'accordo anche Francesco Moser, che ha acceso una patetica diatriba con l'assessore ai lavori pubblici Giovanazzi, accusandolo di inattività.

La proposta della terza corsia è vecchia ed è stata, tra le molte ipotesi tecniche esaminate, già scartata da anni. Lo stesso Zanoni ha poi messo i bastoni fra le ruote al progetto Anas per il potenziamento della statale della Val di Non nel tratto Crescino-Maso Cervara che, passando per la Rocchetta, ricalca, migliorandolo, il tracciato attuale.

Sull'opera non vi sono particolari opposizioni; il fatto è che Zanoni ha in mente di riproporre la sua idea di collegamento stradale, quello che gli addetti ai lavori chiamano Sepi 1 e che tante contestazioni ha sollevato dalla piana Rotaliana fino a Lavis.

Neanche gli amministratori della sua stessa zona (Zanoni è di Campodenno) hanno capito a quel punto dove si andasse a parare. Le reazioni non si sono fatte attendere e l'assessore ha dovuto innestare la retromarcia. Gli ambientalisti di Italia Nostra, molti amministratori comunali e la stessa Autobrennero (che più ragionevolmente pensa alla rotaia anziché ad allargarsi) hanno criticato la proposta.

Tra le pochi voci a favore, il sindaco di Mezzolombardo, che ha colto nella boutade di Zanoni l'occasione per allentare il proprio isolamento. Come è noto - ma la complicata vicenda della bretella rotaliana merita ogni volta una ripassata - la giunta comunale di Mezzolombardo si batte perché il traffico che oggi transita per la borgata venga deviato in sinistra Noce, verso Mezzocorona e San Michele all'Adige. Per traversare il Noce è previsto un viadotto lungo più di 600 metri e per raggiungere Mezzocorona la futura strada dovrebbe percorrere il fianco sinistro del fiume, tagliando a metà i vigneti che rappresentano l'immagine migliore e parte della ricchezza della piana Rotaliana. Contro questa ipotesi dapprima alcune associazioni, gli ambientalisti, la lista progressista di Mezzolombardo e poi via via numerosi soggetti e forze politiche, comprese le amministrazioni comunali di Mezzocorona, San Michele e Lavis, hanno formato un comitato che sostiene invece la necessità di un collegamento diretto con il casello autostradale di Trento Nord. La proposta alternativa, denominata Destra Noce, ritenuta dai suoi fautori meno impattante per le caratteristiche ambientali ed economiche della Rotaliana e della Valle dell'Adige, dovrebbe collegare le Valli del Noce direttamente con Trento Nord, superando in galleria la stretta di Mezzolombardo. La proposta si presterebbe anche ad una realizzazione per stralci, con soluzioni intermedie che tengano conto delle disponibilità economiche del bilancio provinciale e risolverebbe i nodi di traffico ( San Michele e Lavis) che si incontrano dopo aver superato Mezzolombardo e per i quali sarebbero altrimenti necessarie altre pesanti e costose varianti stradali. Nel gennaio scorso, seppur tra lacerazioni che hanno segnato al proprio interno anche la componente ulivista, la Giunta provinciale ha approvato un brutto compromesso che, per restare nella piana Rotaliana , conferma il viadotto sul Noce ed esclude la galleria. Ne è uscito un tracciato privo di logica e segnato non solo da interessi di partito ma, come aveva già palesato QT, forse anche da interessi privati dei quali ora pare si sia accorto anche l'assessore Giovanazzi che, a tale proposito, ha rilasciato dichiarazioni sufficientemente esplicite. Da allora il comitato anti-Sepi si è impegnato in un'opera di sensibilizzazione intesa a riaprire il ragionamento, non , per rinviare o per perdere tempo j (a proposito, la scelta della Giunta Provinciale era stata spacciata come di immediata attuazione: ed è passato un anno...), ma per giungere ad una soluzione condivisa. Una delle motivazioni da sempre avanzate da coloro che contrastano la galleria è la questione del costo. Se ne sono sentite di tutti i colori. Ma un paragone è possibile: per il nuovo tunnel dei Crozi, lungo 1760 metri, sono stati spesi 39 miliardi. A parità di condizioni risulterebbe che per la galleria di Mezzolombardo, lunga circa tra chilometri, di miliardi ne basterebbero sessanta. Altro che le centinaia di miliardi paventate dai detrattori del tunnel e da Zanoni ! Ma si sa, l'assessore non è nuovo alle sparate: basti ricordare la mozione dei 200 miliardi sulle gelate primaverili che stimava perdite agricole del 90% a fronte, invece, di una realtà sì grave ma noi così catastrofica. Tra le novità, anche la sempre più decisa azione della Unione Contadini, che da alcuni mesi, dopo il rinnovo del direttivo di Mezzolombardo, è compatta su ambedue le sponde del Noce e molto attiva nel sostenere l'ipotesi della galleria a ovest di Mezzolombardo. I contadini si sono dati da fare anche nella ricerca di un compromesso che permetta alla giunta comunale di Mezzolombardo di uscire dignitosamente dal suo isolato niet. Con l'aiuto di un tecnico, carte alla mano, hanno proposto l'allungamento della galleria prevedendone l'uscita un po' più a sud di quanto previsto in origine, allontanando così lo svincolo dalla zona che l'amministrazione comunale vorrebbe destinare a sviluppo edilizio, zona all'interno della quale si trovano, tra gli altri, i terreni di alcuni grandi elettori del locale Patt. Ma nonostante il via libera dell'assessore comunale all'agricoltura e un distensivo colloquio con il sindaco Laura Dalfovo, la posizione ufficiale di Mezzolombardo non è cambiata. Il presidente dell'associazione, il noneso Gabriele Calliari, si è schierato decisamente con i contadini della Rotaliana senza sollevare, per ora, obiezioni tra i suoi valligiani, notoriamente insofferenti verso il dibattito nella Rotaliana. Pochi mesi fa, invece, il presidente del potente consorzio Melinda si era affrettato a smentire un suo presunto appoggio all'ipotesi della galleria sostenuta dai cugini del consorzio ortofrutticolo di Mezzocorona. Forse, diversamente dal recente passato, a nord della Rocchetta -dove forte rimane l'esigenza di un veloce collegamento della valle con l'asta dell'Adige - non è più tempo per una sfacciata sponsorizzazione di questa o quella soluzione tecnica per l'attraversamento della piana. Si è capito che il fondovalle ha voglia di trovare una soluzione anche se i contrasti sembrano insuperabili. E poi, con quale coraggio osteggiare la soluzione in galleria per la piana Rotaliana e nello stesso tempo pretendere la variante di Taio parzialmente in tunnel e studiare, sempre in galleria, la migliore circonvallazione di Cles?