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17 miliardi per un cadavere

Andare a vedere l'uomo del Similaun è cultura?

Il cadavere mummificato di un uomo vecchio di migliaia di anni, trovato da due turisti tedeschi sul Similaun ormai otto anni fa, ha dominato per molti giorni le cronache sudtirolesi, tra il trionfalismo dell'assessore provinciale al turismo, che già immagina code di pullman infilarsi nella via Cassa di Risparmio e scaricare orde di turisti di bocca buona su un museo inventato lì per lì, e lo scetticismo dei bolzanini, che oltre ad essere ancora terrorizzati dalla cagnara del mercatino natalizio, dubitano che diciassette miliardi non potessero essere meglio spesi.

Da anni il Museo civico aveva bisogno di spazi per esporre opere tenute in cantina o affastellate sui tre piani del vecchio edificio sito dall'altra parte della strada della ex-Banca d'Italia. Le richieste della direzione del museo sono rimaste inevase, ma in pochi mesi, fiutato l'affare, si è deciso di far posto all'Òtzi. Non solo: la Provincia, non ostacolata da un Comune inerte, si appresta ad abbattere uno dei più vecchi edifici della città, che caratterizza l'entrata della via Museo, per costruire un nuovo edificio, sede del Museion, il museo d'arte moderna, sfrattato per far posto all'università nascente.

L'arte distrugge l'arte? C'è da dubitare che di arte si tratti. Trascurata per anni a favore del sostegno alle compagnie di teatro dialettale, sembra il momento dell'alta cultura. Un teatro in costruzione, un auditorium, musei ad ogni angolo. Ma può il denaro fare tutto? Per il teatro si pensa ad un organismo di gestione burocratico e proporzionale.

Spuntano musei come funghi, ma dentro c'è poco. Grandi edifici, costosi, lussuosi. Ma che ai generosi - con denaro pubblico - inventori dei nuovi musei bolzanini l'arte interessi poco lo dimostrano episodi clamorosi. E' di pochi giorni fa la decisione dell'assessore alla cultura di lingua tedesca -in Sudtirolo esistono le culture, non la Cultura - di rifiutare di porre sotto tutela il fienile del convento di Muri, un edificio che caratterizza ormai da secoli con le sue caratteristiche e le sue dimensioni il paesaggio di tutta la zona di Gries, presente nei disegni e nelle fotografie del passato. "Non ne vale . la pena "-ha dichiarato l'assessore Hosp, maggiore degli Schùtzen e grande nemico dell'università a Bolzano. La speculazione, incoraggiata dai suoi compagni di partito, rende improvvisamente di nessun interesse la tutela di elementi di riconoscimento del territorio, snodi fondamentali per il riconoscere e il riconoscersi in una realtà che non spezzi la memoria e non tagli le radici.

Intanto quel cadavere giallastro e incartapccorito, oggetto della pietà di decine di lettori del Dolomiten, che scrivono invocando per lui una cristiana sepoltura, ha provocato una frattura fra Nord e Sudtirolo. Agli insulti agli studiosi di Innsbruck, rei di non voler mollare la mummia al suo destino di oggetto di sfruttamento commerciale di massa, hanno corrisposto contro-insulti ai proprietari legittimi (Provincia di Bolzano) cui fu scippato al momento della scoperta, approfittando dell'imprecisione delle segnalazioni di confine sul ghiacciaio.

Per ora è finita alla pari, con la dimostrazione finale di superiorità economica da parte di Bolzano - diciassette miliardi spesi senza batter ciglio, i tirolesi se li sognano - e con la permanente incertezza che il cadavere possa essere mostrato al pubblico senza venire danneggiato o distrutto.

Inevasa rimane la domanda se davvero il vedere la mummia costituisca un arricchimento culturale per i visitatori.

Tre miliardi costa l'ipertecnologica bara di ghiaccio. Durnwalder li risparmia facendo pagare i pasti alle maestre della scuola per l'infanzia che mangiano in servizio; negando ai comuni i soldi per farvi le pulizie; elevando le spese di condominio delle case sociali, 250.000 lire al mese su un canone di affitto di 86.000 lire; non recependo la legge sull'handicap del 1992, che gli imporrebbe di spendere per l'integrazione scolastica e sociale dei portatori di handicap.

Ecco il Sudtirolo, terzo nella classifica del Sole 24 ore per i soldi e l'occupazione, cinquantesimo per i servizi sociali e oggi con un alto numero di musei. Magari vuoti.

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