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Gli studenti cercano casa

...e non sempre la trovano. Ma fra qualche anno ci sarà il campus (o studentato che dir si voglia), e allora...

Petermaier Luca

Con quasi quindicimila studenti iscritti, l'Università di Trento rappresenta ormai una realtà affermata e conosciuta a livello nazionale; e non solo, se si considera che le presenze in città di studenti, professori e collaboratori provenienti dall'estero è in costante aumento.

Ma più cresce la Trento universitaria, più forte si ripropone ogni anno (segno che il problema è ben lungi dall'essere risolto) la questione spinosa degli alloggi per gli studenti: quanti sono? Dove sono? Quanto costano?

E' subito necessario premettere che, circa l'80% degli alloggi occupati attualmente da universitari, appartengono a privati, che gestiscono di persona la locazione dell'immobile, senza affidarsi né all'Opera Universitaria, né tanto meno alle cooperative e agenzie presenti nel settore. Quanto mai improba, dunque, risulterebbe qualsiasi stima (attendibile) sul prezzo e sulle condizioni di questa, seppur maggioritaria, fascia di alloggi.

Più semplice e aggiornata è invece l'analisi del restante 20%.

Il "monopolio" nella gestione dei posti letto, proprietari privati a parte, è detenuto dall'Opera Universitaria, che fra appartamenti di proprietà, locazioni, convenzioni e stanze disponibili presso il collegio Mayer, è oggi in grado di mettere sul piatto 411 posti letto: un numero però ancora insufficiente per soddisfare tutte le richieste che pervengono ogni anno.

Nell'anno accademico 1997-8 infatti, il fabbisogno stimato (totale delle richieste ritenute idonee) è stato di 690 posti. Cento di questi sono tuttavia già destinati agli stranieri del progetto Eramus-Socrates, ai quali l'Opera, a seguito di specifici accordi con le Università di provenienza degli stessi, è tenuta ad offrire ospitalità, a meno che lo studente non intenda arrangiarsi per conto proprio secondo altre soluzioni.

E' evidente, facendo due brevi calcoli, che circa la metà dei restanti 590 richiedenti, pur idonei in graduatoria, rimane senza letto (almeno tra quelli dell'Opera).

"La situazione - ci conferma il presidente prof. Zuelli - non è affatto soddisfacente. La carenza quantitativa è purtroppo anche accompagnata da problemi relativi alla qualità degli alloggi, che spesso obbligano lo studente a vivere in stanze piccole e a dividere con altri cucine o bagni ancora più angusti. Alcuni appartamenti sono inoltre un po' lontani dall'Università, e questo aumenta ulteriormente i disagi "

II numero limitato dei posti letto, tuttavia, presenta un (a ben vedere unico) vantaggio: una loro più snella ed agile distribuzione.

"Accontentare tutti - dice il dott. Fontana, direttore dell'Opera - è sempre molto difficile. Le esigenze da considerare sono le più svariate. C'è chi desidera vivere con gli amici, chi preferisce una zona piuttosto di un altra, chi vorrebbe stare rigorosamente da solo e così via. Il basso numero di servizi abitativi che controlliamo ci consente però dì districarci più agevolmente tra le maglie delle innumerevoli (e a volte bizzarre) richieste degli studenti che usufruiscono dei nostri servizi."

Sul versante dei prezzi, la situazione si presenta fortunatamente un po' più incoraggiante.

Gli alloggi sono offerti a prezzi abbastanza accessibili a tutti. Il costo standard è, nel corso dell'attuale anno accademico, di 250.000 lire (spese condominiali incluse) sia per il posto letto in appartamento che per quello all'interno delle residenze collettive, dove per cinquantamila lire in meno è anche possibile affittare una camera doppia.

Il prezzo lievita invece per gli alloggi degli studenti stranieri, che pagano 100.000 lire in più dei colleghi italiani.

La disponibilità alloggiativa dell'Opera Universitaria è stata, negli ultimi anni, un continuo saliscendi. Non è cioè andata progressivamente in aumento, in parallelo al crescente numero degli iscritti alle facoltà, come ci

E così si è passati dai 325 posti del 92/93 ai 319 del 94/95 fino ai 315 del 96/97, per fare un discreto balzo verso l'alto solo quest'anno con 411 posti letto.

"Entro la fine del '98 - continua Zuelli - dovrebbe inoltre essere pienamente agibile la nuova residenza presso il Motel Agip, del quale stiamo ormai ultimando la ristrutturazione. Questo ci consentirà di aggiungere inizialmente 90 posti letto agli attuali 411, con la possibilità, in caso di bisogno, di crearne successivamente degli altri all'interno della stessa struttura, visto che l'area utilizzabile lo permette."

Sono stati da poco acquistati in proprietà anche 12 appartamenti in località Roncafort, che potrebbero essere destinati a professori o ricercatori.

Ma la vera svolta, il grande progetto che Università e Provincia stanno mettendo in cantiere è un altro. Si tratta di un in vestimento, importante, circa 40 miliardi, per la costruzione, presumibilmente in zona S.Bartolomeo, di un vero e proprio Campus universitario - o semplicemente "studentato", come preferisce chiamarlo Zuelli - in grado di mettere fine a molte delle attuali carenze organizzative dell'Opera.

"Si tratta di creare, nei prossimi 4 anni, tra i 350 e i 400 nuovi posti letto - afferma Fontana - completamente autosufficienti all'interno della struttura residenziale, grazie ad una propria mensa, un servizio di lavanderia e probabilmente anche una biblioteca."

Ma non solo. Lo studentato favorirebbe un certo sviluppo urbanistico della zona di S.Bartolomeo, dove aumenterebbero le iniziative di coinvolgimento dei giovani inquilini della struttura, che costituiscono pur sempre un ottimo bacino nel quale investire.

Il campus, che conterrà al suo interno una sala teatrale e cinematografica, sarebbe inoltre una parziale risposta alla annosa carenza di spazi per attività culturali e, perché no?, anche goliardiche che gli studenti ed i loro rappresentanti continuamente lamentano: un importante punto di riferimento che a Trento da troppo tempo manca.

"Una residenza di queste dimensioni - afferma Zuelli - è una svolta anche e soprattutto dal punto di vista di una più innovativa politica degli alloggi. Un intervento così massiccio all'interno del mercato dei servizi abitativi per studenti, ci consentirà di agire da calmiere anche sui prezzi degli affitti privati, a tutto vantaggio degli utenti. E' inutile aggiungere - prosegue il presidente dell'Opera - che lo studentato costituisce un bel biglietto da visita per l'Università, un 'arma in più per catturare gli studenti non residenti, in particolare quelli delle regioni circostanti. La scelta di dove andare a studiare per 5 anni può dipendere anche da fattori come questo."

Ma Opera Universitaria e privati non sono gli unici interlocutori raggiungibili da parte di studenti bisognosi di un letto.

Esistono infatti diverse cooperative, "riconosciute" dalla stessa Opera e formate spesso da altri studenti, che, pur controllando una piccola fetta della torta, contribuiscono anch'esse alla causa dei giovani senza un tetto.

Nel 1996 è stata aumentata, ad esempio, la disponibilità dei posti letto presso la Cooperativa II Faggio e l'Acisif, mentre nel frattempo altre cooperative si sono fatte avanti. Ad esempio, l'Unicasa che, nata solo tre anni fa per iniziativa di alcuni universitari trentini, può vantare oggi 32 alloggi in gestione, pari a 125 posti letto.

L'attività dell'Unicasa, come delle altre, consiste nell'affittare da privati gli appartamenti, chiedendo loro di rinunciare a circa il 10% del prezzo d'affitto, che viene intascato dalla cooperativa, e offrendo in cambio una gestione dell'immobile a 360 gradi (tutta la manutenzione ordinaria), in modo che il proprietario, per l'intera durata della locazione, non si debba preoccupare di nient'altro che di ritirare l'affitto. L'appartamento viene poi subaffittato agli studenti a normale prezzo di mercato.

"Il nostro proposito - ci dice Stefano Sala, presidente dell'Unicasa - è quello di fornire un ausilio ulteriore ai giovani in cerca d'alloggio, evitando loro di dover percorrere a destra e a manca la città con perdita notevole di tempo e di energie. Basta una telefonata: noi ci attiviamo, ed in meno di una settimana il posto letto è quasi sempre disponibile."

L'ormai scontata costruzione della maxi-residenza di certo non agevolerà l'attività delle cooperative, che però non paiono scoraggiarsi di fronte a questa prospettiva: "Il mercato immobiliare per studenti è così vasto che e 'è veramente spazio per tutti - continua Sala - Inoltre, una volta ultimata la struttura, l'Università dovrà valutare con attenzione a chi affidarne la gestione. Con l'esperienza che nel frattempo avremo acquisito, potremo presentare le giuste credenziali per svolgere bene anche una simile attività, nel caso l'Università decidesse di darci fiducia, affidandoci la responsabilità dello studentato."