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Manovre ed aggiustamenti a proposito dell'eterna questione: la viabilità.

Lunedì sera, nel municipio di Mezzocorona, per fare il punto sulla situazione, si è riunito il Comitato Popolare di Difesa del Territorio, meglio noto come Comitato anti-Sepi. Ne fanno parte associazioni professionali come i contadini, sociali come le Acli, culturali e ambientaliste, forze politiche e amministratori locali di Mezzocorona, Mezzolombardo (solo le minoranze), S. Michele e Lavis, che propongono in sostanza un collegamento diretto tra la vai di Non e Trento Nord, alternativo ai progetti provinciali (i fantomatici tracciati Sepi). Il Comitato ha dovuto contrastare in questi anni diverse ipotesi, a cominciare da quella prevista nell'attuale piano urbanistico provinciale che disegna un collegamento tra la Rocchetta e il casello autostradale di S. Michele (in origine erano previste, per un tratto, addirittura quattro corsie). Proprio i viadotti e gli sfregi ambientali di quella proposta sono stati fatti oggetto nella primavera scorsa di una intensa campagna di pubblicità negativa (oltre 6.000 le firme e le cartoline di protesta raccolte) con la quale il Comitato aveva sottolineato il danno irreversibile che sarebbe derivato (ma il rischio, come vedremo, non è ancora stato evitato) all'intera zona nel caso la Pat avesse realizzato il collegamento stradale.

In alternativa ai viadotti previsti dalla Provincia, il Comitato ha proposto di superare la stretta di Mezzolombardo con una galleria di due chilometri scavata nella montagna a ovest del paese, per proseguire poi verso sud oltrepassando a fianco del Noce gli abitati di Nave S. Rocco e di Zambana fino ad arrivare alla zona industriale di Lavis. Ed ecco spiegata la partecipazione di Lavis a un comitato altrimenti costituito da presenze tutte radicate nella pianura Rotaliana. E finora, questo raccordo ha rappresentato la forza della proposta alternativa che ha obbligato la Provincia a discutere non più per stralci, di varianti buone per superare al massimo la strettoia di turno, bensì di un tracciato completo.

Ma la Pat, dopo svariati contorcimenti (tanti quanti le numerose Giunte Provinciali scaturite in questa sofferta legislatura), non ha ancora scelto la "strada giusta". Ora, aperta la fase di revisione del Pup nell'ambito della quale è lecito aspettarsi una decisione definitiva, pare che il nuovo assessore si appresti a prevedere due tracciati alternativi.

Il primo ricalca, con qualche modifica, l'originale progetto Sepi e cioè il puro e "semplice" collegamento Rocchetta-San Michele con viadotti e sopraelevate sul Noce. Il secondo è una parodia della proposta alternativa ma, a detta del Comitato, con il rischio però di un trabocchetto. Infatti, se da un lato è vero che la Provincia prevede anche l'ipotesi di una galleria per superare Mezzolombardo, per quanto è dato sapere, si tratterebbe però di un tunnel lungo, probabilmente a doppia canna (come quello del Doss Trento, per capirci) e tale da far crescere i costi oltre ogni disponibilità.

L'alternativa pensata dal Comitato era stata già stimata dai tecnici provinciali più costosa delle varianti ufficiali, ma la differenza non era poi tanta. Una galleria lunga - ecco il rischio - potrebbe mettere definitivamente fuori gioco l'ipotesi del Comitato. Un modo di fare, quello della Provincia - ha affermato il sindaco di Mezzocorona - "per pensare in realtà solo al collegamento diretto Rocchetta-San Michele che, ripetiamo, non ci va bene."

Si prende però atto che almeno un primo risultato è stato raggiunto: lunga o corta che sia, l'ipotesi della galleria, fino a ieri aborrita, non è stata scartata a priori. Si tratta di lavorare ora, dicono quelli del Comitato, affinchè la galleria diventi un'ipotesi praticabile.

"La nostra idea rappresenta una soluzione complessiva per la visibilità della Val di Non fino a Trento, mentre il progetto Sepi, riesumato ora dall'assessore Zanoni che in realtà non ha mai nascosto di preferirlo alla nostra, risulterebbe solo un rinviare il problema". Per spingere in questa direzione è stata quindi riattivata l'opera di convincimento. Si chiederanno incontri con tutti i possibili referenti a cominciare dai sindaci di Nave San Rocco e Zambana, che nei confronti delle ipotesi in sinistra Noce si sono fin qui dimostrati tiepidi. Tra le notizie positive, va registrato almeno il pronunciamento dell'Ulivo della piana Rotaliana a favore dell'ipotesi sostenuta dal Comitato antiSepi. Fino a poche settimane fa, l'Ulivo aveva sempre evitato di affrontare l'argomento, nonostante che le forze e le persone che in zona vi si riconoscono militassero da anni sul fronte antiSepi. Pare che lo schieramento fosse frenato dal fatto che nella giunta comunale di Mezzolombardo - decisamente contraria alla galleria ma disposta, ora, a prenderla in considerazione seppure solo in subordine alla soluzione Sepi ed esclusivamente nella versione extralong (quella più difficilmente realizzabile) siedano anche alcuni socialisti che, in quel di Trento, fanno l'occhiolino all'Ulivo.

Tra qualche settimana il comune di Mezzolombardo presenterà la bozza del nuovo piano regolatore e quella sarà l'occasione per mettere, come si dice in questi le carte sul tavolo.