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Il maneggio di Elio Bonfanti

Un progetto che scardina l'urbanistica, pervicacemente sostenuto dal consigliere di Solidarietà. E Dellai...

Possibile che la granitica maggioranza pro-Dellai al Comune di Trento litighi sulla costruzione di un maneggio? Cosa c'è dietro? E' questione di "visibilità" dei partiti (del Pds in questo caso), come interpretano i quotidiani, sempre impegnati in una discutibile opera di santificazione del supersindaco?

Veniamo ai fatti. L'oggetto del contendere è il progetto per un centro di equitazione con maneggio coperto (1.200 mq.) per poter svolgere l'attività equestre nel corso di tutto l'anno, presso Vigolo Baselga, sulle colline della dorsale a sud del lago di Terlago.

Problemi? Uno: proprio per il pregio paesaggistico, l'area, 5.400 mq, è vincolata ad uso campeggio (tecnicamente zona FI, per attrezzature pubbliche) ammettendo costruzioni di cubatura minimale, per servizi e abitazione del custode (volume massimo 400 metri cubi). Come risolvere il problema? Dichiarando il progetto attività sportiva di interesse pubblico: a quel punto l'indice di fabbricabilità passa a 5 metri cubi per metro quadro di terreno ed è possibile un'edificazione di 27.000 metri cubi (con conseguente rialzo del valore commerciale dell'area). "L'attività equituristi-ca è di interesse pubblico, è un 'attività economica importante, da vedersi nel quadro del futuro rilancio del Bandone " - dichiarano i sostenitori del progetto. Tutto il discorso trova forti opposizioni. Basate su una semplice considerazione: se passa il principio che un'attività economica in quanto tale è di interesse pubblico e quindi autorizza cambi di destinazione d'uso, incrementi esponenziali di cubatura, rinuncia alla tutela ambientale, allora tutto è permesso, e i piani regolatori è inutile farli: perché anche gli altri maneggi hanno gli stessi diritti, anche un albergo, anche ulteriori attività. Di più: con questo sistema la pianificazione urbanistica è un imbroglio, perché qualifica certe aree come verde di interesse pubblico e quindi di valore commerciale irrisorio, poi arriva chi ha i santi in paradiso, compra l'area per quattro soldi, progetta un'attività "di interesse pubblico", e subito si vede moltiplicato l'investimento.

Il Comune di Trento ha già molto pasticciato con le aree di Trento Nord: che erano per attrezzature pubbliche, poi sono state acquistate da privati, e il Comune si è messo a contrattare con loro variazioni di destinazione ed aumenti di cubatura. Ma lì c'era il problema di vedere chi pagava il disinquinamento (poi adesso che i costi per disinquinare si sono impennati, si ipotizza che sia l'ente pubblico a sostenerli, e i privati si papperebbero le aree ripulite e libere da vincoli; e questo è un altro discorso) e comunque si diceva: "Questo è un caso eccezionale, per riacquistare alla città un 'area importante; non lo faremo da altre parti". E ora invece, senza alcuna ragionevole motivazione, si ripropone lo stesso metodo a Vigolo Baselga.

Il fatto è che il maneggio ha uno sponsor politico che molto si è dato da fare, in Consiglio, in commissione urbanistica, per sostenere il progetto maneggio. Si tratta del consigliere di Solidarietà Elio Bonfanti, appassionato di equitazione.

Sembra che Bonfanti abbia più volte minacciato di querelare chi ipotizzasse suoi personali coinvolgimenti economici nel progetto. Noi non abbiamo alcuna difficoltà a ritenere il suo coinvolgimento limitato al fatto di tenere i propri cavalli presso la stalla dei proponenti il nuovo maneggio. Ma questa sponsorizzazione, che ha raggiunto toni particolarmente accesi, non ci convince. E ci sembra di dover ricordare la parabola personale di Bonfanti, passato dai Libri Bianchi di Solidarietà su "Affari & politica" al sostegno degli accordi di Dellai con Tosolini; passato dal tradizionale rifiuto di Solidarietà verso i comprensori, a un appassionato sostegno, da quando Dellai lo ha fatto nominare assessore comprensoriale; e ora lobbista prò-maneggio, al punto da minacciare: "Da adesso nulla è come prima, dovranno convincermi ad ogni votazione " quando il Consiglio comunale e parte della stessa maggioranza gli hanno bocciato l'amato progetto.

Ma il punto vero è un altro: il sostegno che un'ipotesi urbanistica così pericolosa ha trovato proprio presso l'assessore all'Urbanistica, Sergio Niccolini, uomo di paglia di Dellai (vedi L'assessore del Nulla). Ed ecco quindi tornare alla luce il rapporto Dellai-Bonfanti, che registra un'altra puntata, dopo il peloso feeling su Tosolini e il posto di assessore in Comprensorio.

Ma non è stata una puntata felice: di fronte al pateracchio, diversi consiglieri di maggioranza si sono ribellati, a iniziare dal Pds, ma anche all'interno della stessa formazione di Dellai (i consiglieri Giordani e Bolognani). Resta il problema dell'osannato sindaco, della sua perdurante insensibilità alle questioni dell'urbanistica, e della sua propensione ai piccoli sostegni clientelari al consigliere amico.

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Commenti (1)

ERIKA

ciao io sono erika ,io e la mia amica abbiamo visto due pony su internet destinati al macello,
chiediamo se li volete e se avete posto in stalla x loro.Li utilizzerete x le vostre lezioni di pony games.Vogliamo anche sapere quanto chiedete x tenere un cavallo che forse ci prendiamo in una delle vostre stalle.
Fateci sapere,saluti dalle vostre due cavalerizze di il castello,erika ed eleonora.
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