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Quando i cittadini si rappresentano da sé

Mezzocorona: storia di un'area contesa fra il Comune e un comitato.

De Vigili Roberto

In poco tempo sono state raccolte le firme per il referendum sul parco urbano di Mezzocorona e il comitato promotore è entusiasta della risposta popolare.

Il comitato "Amici di Stoni" si è costituito l'estate scorsa per convincere l'amministrazione comunale a cambiare idea a proposito della ristrutturazione di un'area del quartiere. La contrapposizione nasce dal fatto che il Comune vuole garantire un uso prevalentemente sportivo dell'area già attualmente utilizzata come campo di allenamento per la locale associazione calcio mentre il comitato - che dice di rappresentare la maggioranza degli abitanti della zona - insiste invece per una destinazione a parco urbano.

I rapporti sono stati tesi fin dall'inizio. Per mesi il Comune non ha ricevuto i rappresentanti del comitato e qualche assessore ha tentato maldestramente di contrapporre i residenti del quartiere Stont alla locale società di calcio.

Erano anni che il comune di Mezzocorona prometteva di sistemare l'area pubblica del rione Stont (da standard, in tedesco "bersaglio") sicché, visto il progetto, molti residenti sono rimasti delusi. Si sono riuniti in assemblea, hanno discusso e incaricato un tecnico che ha abbozzato l'idea di un parco pubblico. Infine hanno inviato il disegno in Comune insieme con un lungo elenco di firme di sostegno.

Diversamente dal Comune che vorrebbe dedicare il cuore dell'area a campo di allenamento della squadra di calcio (che dispone già di un'ottima struttura), gli abitanti del rione hanno in mente un piccolo parco urbano con molto verde, qualche parcheggio e molte attrezzature per il tempo libero, per lo sport e le attività collettive (feste, esibizioni di gruppi musicali, ecc.).

A Stont vorrebbero realizzare un luogo sufficientemente protetto dove le numerose famiglie che si sono insediate in questi anni di intensa edificazione possano trovare un punto di riferimento per il tempo libero.

Sulla vicenda è nato un braccio di ferro anche ideologico. Gli amministratori comunali non vogliono cedere a un comitato di quartiere cui non riconoscono alcun titolo istituzionale ( "gli eletti siamo noi").

Un cedimento - ritengono - potrebbe creare confusione nelle regole della rappresentanza e della complessità del Comune che non dev'essere una sommatoria di quartieri o di rioni con rivendicazioni specifiche. Osservazione logica, ma che non tiene in considerazione l'attuale crisi della rappresentanza istituzionale che oggi non è più garantita dalla tradizionale delega in bianco tra eletto ed elettore. Proprio per questo il legislatore ha previsto strumenti di partecipazione quali la proposta, la petizione e il referendum.

L'altro aspetto da considerare è che il mondo del calcio è particolarmente influente e organizzato e le esigenze che rappresenta trovano ascolto in tutte i partiti. Lo si è visto quando anche i consiglieri di minoranza, che in casi del gènere sono quasi sempre pronti a cavalcare le richieste dei comitati, hanno usato nella vicenda una grande cautela arrivando alla fine ad accettare un compromesso (definito ridicolo da quelli del comitato) con la granitica maggioranza (area Ulivo) di Mezzocorona. Granitica in quanto, pur a conoscenza del malcontento dei residenti, essa ha addirittura presentato una mozione a firma dei capigruppo per invitare la giunta a proseguire nella realizzazione della contrastata opera.

La mozione è stata approvata, con qualche modifica non certo sostanziale, anche dalle minoranze.

E se per caso, a referendum avvenuto, prevalessero i contrari?

E' stata forse sottovalutata la rappresentatività del comitato? Il quale, come si è detto, ha dato l'avvio alla procedura per l'indizione del referendum popolare. E appena avuto il via libera, è scattata la raccolta delle firme (almeno un decimo degli elettori della borgata).

Avevano a disposizione 60 giorni, ma sono bastate tre settimane (approfittando anche del banchetto allestito durante la sagra del paese) per raccogliere circa 400 firme autenticate.

Non appena l'ufficio elettorale del Comune e il cancelliere avranno certificato le firme, il meccanismo entrerà nella fase più viva. Dovrà essere decisa la data del voto prevedendo prima almeno 45 giorni di campagna elettorale.

Se ne riparlerà probabilmente in autunno.

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